Palio di Siena 2026, la provaccia salta per la pioggia: pista impraticabile, ma le contrade si preparano al debutto di due nuovi fantini
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La bandiera verde sventola già da questa mattina, giovedì 2 luglio, dalla trifora di Palazzo Pubblico, a sancire l'annullamento della provaccia, l'ultima prova generale che avrebbe dovuto tenersi alle nove in punto sul tufo di piazza del Campo. Il maltempo, con il cielo grigio e una pioggia insistente che non dà tregua, ha reso l'anello del Campo impraticabile e, stando alle previsioni, anche nel pomeriggio le condizioni non sono destinate a migliorare in modo significativo.
La decisione, formalizzata con un'ordinanza specifica dal sindaco Nicoletta Fabio, è stata presa in ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento del Palio, il quale all'articolo 53 stabilisce che, in caso di pista pericolosa a causa dell'acqua, si possa procedere con la soppressione della prova dopo aver ascoltato il parere, peraltro non vincolante, del dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale e dei Deputati della Festa.
Pioggia e tufo, una decisione obbligata
Siena si è svegliata con il rumore della pioggia che batte sui sampietrini e, soprattutto, con la consapevolezza che quello strato di tufo, già reso viscido e pericoloso dall'umidità, non avrebbe permesso lo svolgimento in sicurezza dell'ultimo allenamento ufficiale.
La scelta di esporre la bandiera verde, un segnale inequivocabile che il Comune utilizza per comunicare l'interruzione o il rinvio delle carriere, è arrivata dopo accurati sopralluoghi; sebbene il ritardo nella speranza di un miglioramento fosse stato ipotizzato, alla fine la pioggia caduta durante la notte e nelle prime ore del mattino ha convinto tutti dell'impraticabilità del tracciato.
L'annullamento della provaccia non compromette, di per sé, la tenuta del Palio di Provenzano, in programma per il pomeriggio, ma l'attenzione rimane alta perché le condizioni meteorologiche avverse potrebbero persistere e mettere a rischio anche la carriera ufficiale; il regolamento, in casi del genere, lascia spazio alla valutazione in tempo reale della sicurezza, e il primo cittadino, sentiti i tecnici, potrebbe essere costretto a rinviare o addirittura a sopprimere l'evento principale.
Due debutti sul tufo nel segno della tradizione
Mentre la pioggia tiene tutti col fiato sospeso e il cielo plumbeo si riflette sulle facciate medievali che si affacciano sulla piazza, il Palio del 2 luglio, nella sua lunga storia secolare, sta per arricchirsi di due nuovi nomi destinati a entrare nel novero dei protagonisti di questa corsa leggendaria.
Si tratta di Diego Minucci, detto Fastidio, che monterà per la Nobile Contrada del Drago, e di Salvatore Nieddu, soprannominato Lesto, chiamato a indossare il giubbetto del Valdimontone: entrambi sono pronti a fare il loro debutto ufficiale sul tufo, un esordio che aggiunge un ulteriore strato di interesse a una giornata già di per sé complessa e densa di tensioni.
Le contrade, infatti, hanno già effettuato le proprie scelte strategiche e, pur nella difficoltà di non aver potuto disputare l'ultima prova di affinamento, i due fantini potranno comunque contare sull'esperienza maturata nelle precedenti carriere, anche se l'assenza della provaccia rappresenta un ostacolo non indifferente per chi deve calarsi per la prima volta in un contesto così estremo come quello del Campo.
Il rischio rinvio e l'attesa per il Palio di Provenzano
L'annullamento della sesta prova, decretata ufficialmente nella mattinata di oggi, lascia inevitabilmente aperti molti interrogativi sulla possibilità che la corsa del 2 luglio possa effettivamente svolgersi; da una parte c'è la speranza di una tregua meteo che consentirebbe almeno di disputare la carriera, anche se il tufo dovesse asciugarsi solo in parte, dall'altra c'è la concreta possibilità che, se l'acqua dovesse continuare a cadere, il sindaco possa essere costretto a tirare in ballo nuovamente il regolamento per proteggere l'incolumità di cavalli e fantini.
La tradizione vuole che il Palio si corra anche sotto la pioggia, ma solo se le condizioni non compromettano la tenuta della pista e la sicurezza di chi vi galoppa, e in questo senso la decisione di sospendere la provaccia appare prudente ma allo stesso tempo significativa, perché testimonia la fragilità del terreno in questa fase.
Ora tutto è concentrato sulle prossime ore e sulle comunicazioni ufficiali che arriveranno da Palazzo Pubblico, con i contradaioli che, nonostante l'acqua, continuano a popolare le strade e i locali del centro storico nell'attesa di sapere se il Drago e il Valdimontone potranno vedere i propri fantini scendere in pista o se l'edizione 2026 del Palio di Provenzano dovrà fare i conti con un rinvio, magari a data da destinarsi, come già accaduto in alcune rare occasioni del passato.
Il peso del regolamento e le decisioni del sindaco
Il richiamo all'articolo 53 del Regolamento del Palio non è un semplice dettaglio burocratico, ma rappresenta la procedura standard che il Comune di Siena è tenuto a seguire in queste circostanze; la norma, infatti, conferisce al sindaco il potere di sopprimere una prova – non l'intero Palio, si badi bene – qualora la pista risulti impraticabile o pericolosa, previo parere del dirigente tecnico e dei Deputati della Festa, il cui giudizio, per quanto importante, non ha carattere vincolante.
In questo quadro, la scelta di Nicoletta Fabio di annullare la provaccia appare ponderata e rispettosa delle procedure, anche perché una eventuale decisione diversa avrebbe rischiato di mettere a repentaglio l'integrità fisica dei partecipanti, e il fatto che la bandiera verde sia stata esposta con largo anticipo rispetto all'orario della prova suggerisce una volontà di trasparenza e di comunicazione immediata verso le dieci contrade e il pubblico che segue l'evento.
Resta da capire se il maltempo, che al momento sembra destinato a persistere, influenzerà anche la corsa ufficiale di questo pomeriggio, ma ciò che è certo è che, nonostante l'acqua e il tufo trasformato in fanghiglia, la tensione e l'attesa per il Palio di Provenzano non accennano a diminuire, con Siena che trattiene il fiato in attesa di un cenno dal cielo.




