L'incertezza aleggia sul futuro delle Acciaierie d'Italia
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Redazione Interno
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La situazione attuale delle aziende dell’indotto ex Ilva di Taranto è insostenibile, con scelte drastiche ed urgenti che si rendono necessarie. Lo stabilimento, che attualmente opera con un solo altoforno, rischia uno spegnimento irreversibile.
Confindustria Taranto interviene
Confindustria Taranto, rappresentata dal suo Presidente Salvatore Toma e dal Presidente della sezione metalmeccanica e navalmeccanica Pasquale Di Napoli, ha avanzato una serie di proposte da sottoporre all’attenzione del Governo. In particolare, queste proposte sono indirizzate al Ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, con l'obiettivo di evitare una tempesta perfetta in cui nessuno si salva: né lo stabilimento, né i lavoratori, né le aziende e tantomeno la città di Taranto, che da anni attende una riconversione in chiave green dello stabilimento.
Il ministro Urso e il governatore Emiliano
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha recentemente incontrato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per discutere la questione ex-Ilva. Durante l'incontro, il ministro ha illustrato le misure adottate dal governo e quelle previste per il futuro, in particolare in relazione alla salvaguardia delle aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia.
Possibile amministrazione straordinaria
In assenza di risposte concrete da parte dei responsabili legali dell'azienda, il ministro Urso ha dichiarato che il socio pubblico è pronto ad attivare le procedure per l'amministrazione straordinaria. Questa mossa rappresenta un ulteriore tentativo di salvaguardare il futuro delle Acciaierie d'Italia e di tutte le parti interessate.




