Acciaierie d'Italia, Offerte Sotto le Aspettative
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Redazione Economia
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Le tre offerte vincolanti per l'acquisto di Acciaierie d'Italia, precedentemente conosciuta come Ilva, sono tutte di provenienza straniera e ben al di sotto del valore stimato di 1,5 miliardi di euro fissato dai commissari straordinari. La più alta, presentata dalla Baku Steel Company in collaborazione con l'Azerbaijan Investment Company OJSC, si attesta a soli 500 milioni di euro. Questo dato, se confermato, evidenzierebbe un significativo autogol per il Paese, considerando che le aspettative economiche erano ben più elevate.
Secondo quanto riportato da "Il Giornale", le offerte pervenute entro la mezzanotte di venerdì scorso ai commissari straordinari dell'ex Ilva sono tre per l'intero gruppo e sette da realtà italiane in cordata per i singoli asset. Tuttavia, nessuna delle offerte complessive supera il mezzo miliardo di euro, sollevando dubbi sulla congruità economica delle stesse. Le indiscrezioni raccolte dal quotidiano milanese pongono l'asticella a 500 milioni di euro, la più alta formulata nelle buste, presentata da Baku Steel Company in collaborazione con il fondo sovrano dell'Azerbaigian.
In Lombardia, il settore siderurgico conta oltre 750 imprese, con un giro d'affari che nel 2023 ha superato i 38 miliardi di euro. Tuttavia, per l'acquisto dell'intera ex Ilva, le offerte sono solo straniere: l'indiana Jindal, l'americana Bedrock e Baku Steel con il fondo sovrano dell'Azerbaigian. Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, ha spiegato in un'intervista perché la partita dell'acquisto dell'intero stabilimento per l'industria italiana sia persa in partenza.
Le offerte presentate, tutte al di sotto delle aspettative, mettono in luce le difficoltà economiche e strategiche che il settore siderurgico italiano sta affrontando. La vendita di Acciaierie d'Italia, un tempo fiore all'occhiello dell'industria siderurgica nazionale, rappresenta un momento cruciale per il futuro del comparto.




