Barcellona, test F1 2026: Antonelli frena l'entusiasmo di Hamilton e Ferrari

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le emozioni più grandi, Lando Norris le ha provate ad Abu Dhabi poco più di un mese fa, ma scendere in pista con il numero uno stampato sul muso della sua McLaren costituisce un sigillo inequivocabile di quanto realizzato. È così, in una mattina catalana, che è ufficialmente iniziata anche l'avventura del team di Woking per questa stagione, con una monoposto dal muso sottile e ali aggressive che si è presa il suo tempo per calcare l'asfalto nella forma più vicina possibile a quanto si vedrà a Melbourne. Il quarto giorno di shakedown, scattato alle nove ora italiana a porte chiuse sul circuito di Montmeló, ha visto sette team – tra cui Ferrari, Mercedes e Red Bull – impegnarsi a sgrezzare le nuove creature, raccogliendo una mole impressionante di dati aerodinamici in vista di sviluppi futuri, i quali, com’è ovvio, rimangono per ora celati nel più stretto riserbo.

I tempi non ufficiali e la gerarchia embrionale

Al netto della relatività assoluta dei cronos, in questa fase così preliminare, le indicazioni che giungono dalla pista iniziano a tratteggiare una gerarchia embrionale. A sovrastare la classifica, seppur non ufficiale, della sessione mattutina è ancora una Mercedes, quella guidata da Kimi Antonelli, il quale ha firmato un giro in un minuto, 17 secondi e 84 millesimi, miglior tempo di queste intere giornate di shakedown. Il pilota italiano, completando oltre quaranta giri, ha confermato le sensazioni positive dei giorni scorsi, dimostrando una volta di più come la W17 sembri possedere, già in questo stadio, un passo notevole. Qualcuno, osservando i dati parziali, arriva a definirla la monoposto più interessante del loto, un giudizio che però attende le verifiche concrete dei gran premi.

Hamilton e il testacoda senza conseguenze

A inseguire, in questa speciale classifica, si è piazzato Lewis Hamilton con la Ferrari. Il sette volte campione del mondo, che martedì aveva già assaggiato la SF-26 nel pomeriggio, è tornato al volante per il secondo dei tre giorni di test a disposizione del Cavallino. La sua mattinata, densa di circa sessanta giri, non è però trascorsa senza intoppi: verso la metà della sessione, infatti, ha registrato un testacoda completo alla curva undici, episodio fortunatamente risoltosi senza danni per la vettura. Il suo miglior tempo, fissato in un minuto, 18 secondi e 654 millesimi, lo ha posizionato alle spalle di Antonelli, precedendo a sua volta l’altro pilota della McLaren, Oscar Piastri. Una sessione di lavoro intensa, la sua, volta a comprendere le reazioni della nuova monoposto, le cui potenzialità – è chiaro – devono ancora essere sfruttate appieno.

Il lavoro dietro le quinte dei team

Mentre i riflettori, seppur simbolicamente, si accendono sui tempi più veloci, il grosso dell’attività in pista rimane concentrato su un lavoro meticoloso e poco appariscente. I tecnici, raccogliendo i flussi di dati trasmessi dalle centinaia di sensori, analizzano ogni minimo comportamento delle vetture, dall’assetto alle sospensioni, dalla risposta aerodinamica all’affidabilità dei nuovi componenti. Ogni giro, persino quello più lento, rappresenta un tassello fondamentale per costruire la base di partenza della stagione. Tutti sanno, del resto, che i veri distacchi si misureranno sulla lunga distanza, ma questi primi assaggi restano un’istantanea preziosa, seppur parziale, di un campionato che si preannuncia, come sempre, imprevedibile e combattuto.

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