Brindisi, arrestato il rapinatore della sparatoria in cui è morto il brigadiere Carlo Legrottaglie
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Redazione Interno
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Le immagini dell’arresto, che mostrano la resa del rapinatore responsabile della sparatoria a Brindisi, riportano alla mente l’ultimo, tragico atto di servizio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso mentre interveniva dopo una rapina. Quella di giovedì scorso è solo l’ennesima pagina di una lunga scia di sangue che vede cadere uomini e donne in divisa, spesso colpiti mentre cercavano di garantire la sicurezza di tutti. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal 1961 al 2019 sono stati 3.776 i militari feriti o uccisi in servizio, con una media che non accenna a diminuire.
A sparare, uccidendo Legrottaglie, è stato Michele Mastropietro, 59enne di Carosino, già condannato a nove anni per associazione a delinquere, porto illegale di armi e una serie di reati minori. «Ma non ci dobbiamo fermare eh… una dietro l’altra», aveva detto in un’intercettazione del 2013, rivelando un modus operandi che non aveva abbandonato neppure dopo il carcere. Pianificava rapine in serie, armato fino ai denti, e giovedì ha incrociato la strada del brigadiere, che a pochi giorni dalla pensione si è trovato davanti l’ultimo, fatale confronto.
Legrottaglie, descritto da chi lo conosceva come una persona «seria e dal carattere mite», è morto durante l’inseguimento dei due ladri, fuggiti a bordo di una Lancia Y dopo la rapina. Il conflitto a fuoco è avvenuto a Francavilla Fontana, ma la caccia si è conclusa solo poche ore dopo, quando le forze dell’ordine hanno stanato Mastropietro e il suo complice, il 57enne Camillo Giannattasio, in una masseria a Grottaglie. Qui, un nuovo scontro a fuoco ha ucciso il rapinatore, mentre Giannattasio è stato arrestato.




