Il meteo di maggio non dà tregua: piogge intense e crollo delle temperature di 10 gradi al centro-nord
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Redazione Interno
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Mentre l’Atlantico continua a riversare sulla penisola una sequenza quasi ossessiva di fronti instabili, la prima perturbazione di questo maggio 2026 – accompagnata da un sensibile calo termico, locale fino a 10 gradi – sta già ridisegnando il quadro meteorologico dell’Italia centrale e settentrionale, senza risparmiare neppure la Sardegna. I temporali, alcuni dei quali particolarmente intensi, hanno iniziato a interessare il territorio già dalla giornata di oggi, martedì 5 maggio, con particolare incidenza sulle regioni del versante tirrenico e su quelle del nord-est, dove l’accumulo di pioggia in poche ore ha fatto scattare i primi allarmi idraulici e idrogeologici. Il transito della saccatura depressionaria, quella che i tecnici chiamano «perturbazione numero uno del mese», sta procedendo da ovest verso levante spinta da correnti umide sud-occidentali; una dinamica, quest’ultima, che favorisce l’innesco di temporali a carattere di rovescio anche di forte intensità.
Allerta gialla in Emilia-Romagna, sotto osservazione i bacini fluviali
Per la giornata di domani, mercoledì 6 maggio, la protezione civile regionale – d’intesa con Arpae e l’Agenzia per la sicurezza territoriale – ha diramato un’allerta meteo di colore giallo che copre l’intero territorio dell’Emilia-Romagna. Nessuna esclusione, dunque, neppure per la provincia di Parma, dove i livelli dei fiumi, a partire dal torrente Baganza e dall’Enza, sono tenuti sotto costante monitoraggio a causa del rischio di piene improvvise e di esondazioni localizzate. Il sito ufficiale della protezione civile emiliana sottolinea come l’attenzione maggiore vada concentrata sui temporali previsti nel corso del pomeriggio, capaci di scaricare al suolo quantitativi di pioggia consistenti in meno di un’ora. L’allerta gialla, lo si ricorda, non implica una situazione di emergenza nazionale ma richiede comunque l’attivazione dei sistemi comunali di sorveglianza e la predisposizione dei piani operativi locali.
Toscana in allarme arancione: il pericolo maggiore nelle zone del Serchio e della Versilia
Un gradino superiore nella scala di criticità riguarda invece alcune aree della Toscana, dove l’ultimo bollettino del Dipartimento della Protezione Civile ha valutato un’allerta arancione per rischio idrogeologico. A essere maggiormente esposti sono i settori nord-occidentali della regione, in particolare quelli compresi nei bacini del Serchio e della Versilia: territori storicamente vulnerabili a frane e piene repentine, già messi a dura prova da eventi analoghi negli anni passati. L’avviso di condizioni meteorologiche avverse, emesso dal Dipartimento d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta, come previsto dalla normativa, l’attivazione concreta dei sistemi di protezione civile sui territori – conferma una fase di spiccato maltempo destinata a insistere almeno fino a giovedì mattina. L’elemento depressionario, che al momento staziona sul Golfo di Biscaglia, continuerà a convogliare flussi umidi e instabili verso la Penisola, alimentando una serie di sistemi frontali successivi.
Il quadro nazionale: criticità diffuse e monitoraggio costante
Non solo Toscana ed Emilia-Romagna: le regioni del centro-nord, Lombardia compresa, e la Sardegna orientale risultano anch’esse interessate da piogge diffuse e temporali, sebbene con livelli di allerta meno severi. I modelli previsionali indicano un progressivo miglioramento a partire da venerdì, senza però che ciò significhi un ritorno a condizioni di piena stabilità. La protezione civile raccomanda alla popolazione di evitare gli spostamenti non necessari nelle ore di punta dei fenomeni, di non sostare nei sottopassi e nei tratti fluviali arginati, e di consultare i canali ufficiali per eventuali aggiornamenti sull’evoluzione dei quadri meteo. Gli occhi restano puntati sui livelli idrometrici dei fiumi toscani ed emiliani, mentre i vigili del fuoco hanno già effettuato alcuni interventi per alberi caduti e allagamenti localizzati, senza al momento registrare situazioni di particolare gravità.




