Le borse europee tornano a tremare, tra chip e incertezze

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno aperto la seduta di martedì in un netto ribasso, allineandosi a un sentimento di diffusa cautela che già aveva caratterizzato le borse asiatiche e che sembra preludere a una giornata complessa anche per Wall Street. Gli indici di Milano, Parigi e Francoforte, i quali segnavano perdite superiori all’uno per cento, mostravano chiaramente come gli operatori stiano progressivamente abbandonando la fase euforica che aveva trainato i listini nelle settimane precedenti, spingendo molti a realizzare i profitti accumulati, specialmente in quei settori, come quello tecnologico, che erano stati i grandi protagonisti del rialzo.

Il nodo dei semiconduttori e la posizione di Trump

A pesare sull’umore degli investitori, i quali in questa fase valutano con attenzione la solidità del rally legato all’Intelligenza Artificiale, contribuisce in maniera decisiva l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo alle restrizioni sulle esportazioni verso la Cina. Egli ha infatti dichiarato, in modo perentorio, che i chip più avanzati di Nvidia, quelli fondamentali per lo sviluppo dell’AI, “rimarranno negli Stati Uniti”, privando così Pechino di componenti di cruciale importanza. Una mossa, questa, che riaccende i timori di una nuova e più aspra guerra commerciale tra le due superpotenze, mettendo in discussione la tregua che si riteneva fosse stata raggiunta e che getta un’ombra sulle prospettive di crescita globale, delle quali la libera circolazione di beni e tecnologie è un pilastro irrinunciabile.

Il quadro delle trimestrali e i movimenti valutari

In una giornata peraltro povera di dati macroeconomici di primo piano, l’attenzione si è concentrata inevitabilmente sul proseguimento della stagione delle trimestrali, da cui arrivano segnali contrastanti. Se da un lato, infatti, società come Palantir hanno comunicato risultati più che positivi, dall’altro non sono mancate delusioni che hanno contribuito a raffreddare gli entusiasmi. Nel complesso, il cambio di sentiment non appare legato a un singolo evento specifico, quanto piuttosto a un insieme di fattori, tra i quali rientrano anche i commenti, giunti nella serata, di alcuni esponenti della Federal Reserve, i quali hanno espresso posizioni eterogenee, spaziando da toni più accomodanti a interventi di segno marcatamente restrittivo. Intanto, il greggio perde terreno e l’euro si conferma debole rispetto al dollaro, un ulteriore elemento di pressione per le borse europee.

Lo scenario di Piazza Affari e del continente

A Piazza Affari, il Ftse Mib ha ceduto circa l’uno per cento, con ribassi diffusi che hanno coinvolto la gran parte dei settori, sebbene non siano mancate alcune eccezioni positive, come il rimbalzo del titolo Campari dopo i cali registrati nella seduta di lunedì. Un andamento negativo, questo, che ha trovato riscontro in tutta Europa: l’indice EuroStoxx 50, considerato un barometro affidabile per l’area euro, è sceso dell’1,3%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto segnare un -1,5% e Madrid ha perso oltre l’uno per cento. Si delinea, pertanto, un quadro di generale ritorno alla prudenza, con gli investitori che sembrano voler attendere nuovi e più solidi elementi prima di ritornare a sostenere i corsi con convinzione.

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