Meteo, il vortice ciclonico blocca la primavera: martedì 31 marzo freddo, neve a bassa quota e allerta su sei regioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si intravede ancora la fine di questo tunnel di maltempo che, con ogni probabilità, resterà ben ancorato sulla nostra Penisola almeno fino a giovedì. La giornata di oggi, martedì 31 marzo, si apre all’insegna di una circolazione depressionaria attiva sull’Italia meridionale, la stessa che, alimentata da correnti fredde di origine polare, sta letteralmente riscrivendo le regole di questo avvio di primavera. I venti forti, che soffiano dai quadranti settentrionali su tutto lo Stivale, spazzano via ogni velleità di rialzo termico, portando anzi un ulteriore, sensibile abbassamento delle temperature.

La nuova perturbazione, l’undicesima del mese, raggiunge l’Italia portando con sé un graduale ma inesorabile peggioramento, e il suo cuore pulsante – un intenso vortice depressionario – si sta già approfondendo nei pressi del Mar Tirreno. Le conseguenze di questa configurazione atmosferica, come riportano i principali centri meteorologici, si faranno sentire in particolare lungo tutto l’arco del Centro-Sud, dove sono previste piogge diffuse e un ritorno della neve a quote decisamente basse per il periodo. Sul versante adriatico, la situazione si preannuncia particolarmente critica: tra Marche, Abruzzo e Molise, i fiocchi potrebbero imbiancare i fondovalle già dai 400 metri di altitudine, mentre più a sud, sull’Appennino meridionale, lo zero termico si attesterà intorno ai 1000 metri.

Piogge persistenti e accumuli eccezionali sul medio Adriatico

Se al Nord il cielo si manterrà in gran parte soleggiato o al massimo velato, protetto dalla barriera alpina che blocca l’irruenza di queste masse d’aria gelida, il Centro-Sud si prepara a ore di vero e proprio autunno in piena primavera. Il ciclone, che nelle prossime ore tenderà a muoversi con lentezza verso lo Ionio, si comporterà come una vera e propria spugna atmosferica: richiamerà umidità e la riverserà senza sosta sulle stesse aree. Le proiezioni parlano chiaro, indicando un rischio concreto di accumuli pluviometrici eccezionali.

In particolare, tra Molise, la Basilicata (Lucania) e l’alta Puglia, non sono esclusi picchi complessivi di pioggia che potrebbero superare i 150-200 millimetri nel corso dei tre giorni di maltempo intenso. Si tratta di valori che, insistendo per ore sulla stessa zona, mettono a forte rischio la viabilità e il reticolo idrografico minore, con possibili ripercussioni idrogeologiche in quelle aree storicamente più fragili. Anche la neve, in questo contesto, giocherà un ruolo da protagonista: inizialmente prevista sui rilievi appenninici tra i 900 e i 1000 metri, è destinata a scendere rapidamente di quota, imbiancando le colline di Marche, Abruzzo e Molise entro la serata di oggi.

Venti di burrasca e l’allerta della protezione civile

A rendere l’atmosfera ancora più ostile ci penseranno i venti, un vero e proprio pugno nello stomaco che annullerà la sensazione di tepore primaverile. La Bora e il Grecale soffieranno con intensità, raggiungendo raffiche di burrasca su molti mari e lungo i litorali esposti. Non si tratta solo di un fastidio, ma di un fattore che aggrava la percezione del freddo – il cosiddetto effetto windchill – e che rende le condizioni del mare particolarmente proibitive, con mareggiate previste lungo le coste del medio Adriatico.

Alla luce di questo scenario, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un Avviso per Tempo Avverso, dando il via a una serie di allerte che coinvolgono ben sei regioni. L’allerta gialla, la più bassa della scala ma comunque indicativa di possibili criticità ordinarie, è stata decretata per i territori di Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e per alcuni settori della Campania e della Sicilia. Le autorità raccomandano la massima attenzione, specie nelle zone dove i temporali potrebbero risultare localmente intensi e dove i forti venti potrebbero causare la caduta di alberi o strutture.

L’evoluzione del vortice e le prossime ore

Guardando al breve termine, non c’è spazio per un miglioramento immediato. L’evoluzione di questo ciclone, che alcuni modelli hanno battezzato come “Tempesta Erminio”, prevede che l’area di bassa pressione continui ad approfondirsi, rimanendo pressoché bloccata tra il Basso Tirreno e lo Ionio. La sua presenza continuerà a incanalare aria fredda verso il Centro-Sud, alimentando un’instabilità diffusa che si protrarrà almeno fino a giovedì 2 aprile.

Per i prossimi giorni, quindi, è prevista una prosecuzione di questo copione: piogge a tratti abbondanti sul versante tirrenico e, in particolare, su quello adriatico, dove non si esclude la formazione di veri e propri nubifragi. La neve continuerà a cadere copiosa sull’Appennino, rappresentando una manna per gli amanti della montagna ma una seria insidia per gli spostamenti in quota. Mentre il resto d’Europa inizia timidamente a godere di temperature più miti, l’Italia resta saldamente in balia di questo colpo di coda invernale, con la primavera che, almeno per oggi, resta un miraggio lontano.

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