Guida autonoma, Niulinx avverte: senza modifiche al Codice della strada i test andranno all'estero
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Redazione Economia
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Il nuovo Codice della strada riconosce per la prima volta i veicoli a guida automatizzata, ma secondo le aziende del settore presenta lacune che rischiano di spingere fuori dall'Italia lo sviluppo di questa tecnologia. A lanciare l'allarme è Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano specializzata nella guida autonoma, che chiede modifiche al testo prima che sia troppo tardi.
La società, guidata dall'amministratore delegato Luca Foresti, impiega 100 persone nello sviluppo di un sistema di guida automatizzata di livello 4, con hardware e software proprietari, installato su Fiat 500e di serie e già in sperimentazione su strada in Italia. Nata con un capitale di 38 milioni di euro raccolto da investitori come Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli, punta a raggiungere le strade europee in tre anni.
I due nodi del testo
Il testo inviato dal Mit al Parlamento riconosce la possibilità di avere un'auto che si guida da sola, ma presenta due difetti fondamentali secondo il numero uno dell'azienda milanese. Il primo riguarda l'obbligo della presenza di un autista a bordo: la supervisione da remoto, infatti, rinvia a un decreto attuativo che ancora non esiste, e fino ad allora il controllore del veicolo dovrà sedere fisicamente nell'abitacolo. Il secondo difetto concerne la responsabilità, che resta in capo al conducente anche quando questi non ha effettivamente il controllo del mezzo.
«Il testo del nuovo Codice della strada inviato dal Mit al Parlamento riconosce per la prima volta la possibilità di avere un'auto che si guida da sola e questa è una buona notizia. Ma ha due difetti fondamentali che rendono questo testo respingente per chi voglia dare all'Italia servizi basati sulla guida autonoma su strada pubblica: richiede comunque la presenza di un autista a bordo e lascia la responsabilità in capo a quest'ultimo anche se evidentemente non ce l'ha», spiega Foresti.
Il quadro normativo attuale
In Italia l'utilizzo è consentito solamente per sistemi di guida assistita di livello 1 e di guida semi-autonoma di livello 2, mentre i sistemi di livello 3, 4 e 5 sono vietati. La normativa nazionale ha perso un'occasione importante con l'approvazione della legge 25 novembre 2024, n. 177, che ha modificato il Codice della Strada senza recepire le nuove disposizioni contenute nella Convenzione di Vienna relative al sistema di guida autonoma.
Altri Paesi europei come Germania e Francia hanno già recepito le innovazioni della Convenzione di Vienna, adottando quadri regolatori che definiscono chiaramente le funzioni di guida autonoma, gli obblighi dei conducenti, le responsabilità dei costruttori e i ruoli delle autorità nazionali. In Germania e Spagna esistono già regole adeguate che consentono di effettuare le prove per l'omologazione.
Il rischio di fuga all'estero
Se il testo non verrà modificato, chi è impegnato nella guida autonoma in Italia dovrà fare all'estero le prove per l'omologazione, in Paesi come Germania e Spagna che hanno già regole adeguate. Così si sposteranno altrove investimenti, ingegneri e la filiera industriale che cresce attorno. Niulinx, che ha già un ufficio a Monaco di Baviera, rischia di essere tra le prime a farlo.
Poiché i processi legislativi hanno per loro natura tempi lunghi, il rischio che si sta correndo per il paese è che gli operatori come Niulinx vadano prima in altri paesi europei con codici più avanzati ad erogare i propri servizi. Sarebbe una occasione persa per l'Italia, sottolinea Foresti, ricordando che il nostro Paese ha competenze di primo piano nel settore.
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