Spalletti, quasi un anno alla Juventus: i risultati non arrivano
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Redazione Sport
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Luciano Spalletti si avvicina al primo anniversario sulla panchina della Juventus senza aver conquistato un trofeo e con una squadra che fatica a trasformare le prestazioni in vittorie. Il pareggio per 1-1 contro il Cagliari, nella sesta giornata di Serie A, ha accentuato le difficoltà dei bianconeri, accompagnandosi a un episodio di forte tensione tra l'allenatore e il collega Fabio Pisacane. Il tecnico arrivato alla Continassa il 30 ottobre 2025 si trova così a gestire una situazione molto diversa dalle aspettative che avevano accompagnato il suo ingaggio.
Dall'entusiasmo iniziale alla Champions League mancata
La scelta della società era arrivata dopo l'esonero di Igor Tudor, con l'obiettivo di affidare la ricostruzione tecnica a un allenatore di esperienza internazionale. Ex commissario tecnico della Nazionale e protagonista dello scudetto conquistato dal Napoli nel 2023, Spalletti aveva firmato inizialmente un contratto fino al giugno successivo. La dirigenza aveva individuato nel suo profilo la figura adatta a migliorare il gioco e riportare competitività a una formazione reduce da numerosi cambiamenti in panchina. Le prime dichiarazioni del club avevano insistito soprattutto sulla capacità dell'allenatore di valorizzare i calciatori e costruire un'identità riconoscibile.
Ad aprile 2026 era arrivato anche il rinnovo contrattuale fino al 2028. L'amministratore delegato Damien Comolli aveva motivato la decisione sottolineando l'impatto positivo del tecnico sul gruppo e la volontà di garantire stabilità al progetto sportivo. La stagione, tuttavia, si è conclusa senza la qualificazione alla Champions League. Il campionato è terminato con l'accesso all'Europa League, mentre in Coppa Italia l'eliminazione era arrivata nei quarti di finale. Due risultati che hanno ridimensionato gli obiettivi iniziali e aumentato il peso delle aspettative sulla nuova stagione.
Il pareggio di Cagliari evidenzia i problemi dell'attacco
La trasferta in Sardegna dell'11 ottobre ha mostrato nuovamente la difficoltà della Juventus nel concretizzare il gioco prodotto. I bianconeri hanno controllato a lungo il possesso del pallone, senza riuscire a creare pericoli significativi nella prima parte della partita. Alla prima occasione offensiva, i padroni di casa sono passati in vantaggio con Daniel Maldini, servito da Mendy al termine di un'azione sviluppata in velocità. Per l'attaccante rossoblù si è trattato del quarto gol consecutivo in campionato, un rendimento che ha contribuito all'ottimo avvio stagionale della formazione sarda.
Nell'intervallo l'allenatore juventino ha sostituito Conceicao e McKennie, inserendo Alajbegovic e Zhegrova per aumentare le possibilità offensive. Successivamente è entrato anche Woltemade, chiamato a offrire una diversa presenza nell'area avversaria. Le modifiche hanno prodotto alcune occasioni, con Caprile impegnato soprattutto dalle conclusioni del nuovo esterno offensivo. All'81' Kolo Muani ha trovato il pareggio con un colpo di testa su cross del giovane bosniaco. Poco dopo, lo stesso centravanti ha colpito la traversa da distanza ravvicinata, mancando la possibilità di completare la rimonta.
Il risultato ha lasciato la Juventus a quota 11 punti, cinque in meno rispetto alle capolista Inter e Lazio. Il Cagliari, invece, ha conservato il quarto posto con 13 punti, confermando sul campo il buon rendimento delle prime giornate. Per la squadra torinese si è trattato di un'altra occasione mancata contro un'avversaria che, pur disponendo di una rosa meno costosa e prestigiosa, ha saputo sfruttare meglio alcune situazioni offensive. La differenza tra il numero delle azioni costruite e la loro effettiva trasformazione in gol rappresenta uno dei problemi tecnici più evidenti emersi dalla partita.
La tensione con Pisacane e le difficoltà di Spalletti
Al triplice fischio la delusione dell'allenatore juventino è sfociata in un confronto particolarmente acceso con il tecnico avversario. Durante il tentativo di saluto, Spalletti ha accusato i rossoblù di perdere tempo, provocando la reazione del collega. I due si sono affrontati verbalmente a distanza ravvicinata, con alcuni contatti fisici, prima dell'intervento dei rispettivi collaboratori. L'arbitro Matteo Marcenaro ha deciso di espellere entrambi. Un episodio che ha spostato l'attenzione dal risultato sportivo al comportamento degli allenatori.
Nel dopopartita il tecnico bianconero ha ridimensionato l'accaduto, sostenendo di aver semplicemente osservato che gli avversari erano bravi sia a giocare sia a rallentare il ritmo della gara. Parlando della prestazione dei suoi calciatori, ha espresso soddisfazione per la produzione offensiva, riconoscendo però la necessità di migliorare la precisione nelle conclusioni. Ha anche ammesso il fastidio per non aver vinto una partita che considerava alla portata. Il centravanti francese, da parte sua, ha spiegato che durante l'intervallo era stato chiesto alla squadra di portare più palloni dentro l'area di rigore.
Le difficoltà nelle rimonte rappresentano un ulteriore elemento della gestione tecnica. Nelle sedici partite in cui la Juventus si è trovata in svantaggio durante il periodo di Spalletti, soltanto due si sono concluse con una vittoria. Le altre hanno prodotto otto sconfitte e sei pareggi, evidenziando una capacità limitata di ribaltare il punteggio. A complicare le scelte dell'allenatore contribuiscono anche gli infortuni, che hanno ridotto le alternative disponibili e imposto frequenti modifiche alla formazione. Le sostituzioni offensive effettuate in Sardegna hanno mostrato quanto la ricerca di maggiore incisività richieda interventi anche durante la partita.
Sull'episodio conclusivo è intervenuto anche Pisacane, che ha riconosciuto la correttezza regolamentare dell'espulsione in presenza di un confronto collettivo particolarmente acceso. Il tecnico rossoblù ha ammesso di dover migliorare nella gestione di situazioni simili e il Cagliari ha deciso di non presentare ricorso contro il provvedimento arbitrale. La sanzione ha interessato entrambe le panchine, dopo che giocatori e componenti degli staff erano intervenuti per separare i due allenatori.
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