Terna aggiorna il piano industriale 2024-2028: investimenti record e nuova politica dei dividendi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Terna, riunitosi sotto la presidenza di Igor De Biasio, ha approvato i risultati finanziari del 2024 e rivisto il piano industriale per il quinquennio 2024-2028, delineando una strategia che punta a rafforzare il ruolo dell’azienda nella transizione energetica. Con un utile netto che supera il miliardo di euro nell’ultimo esercizio, il gruppo conferma la solidità finanziaria, riconosciuta anche dalle agenzie di rating Moody’s e S&P, che ne hanno mantenuto invariato il giudizio.

Gli investimenti previsti, pari a 17,7 miliardi di euro, segnano un incremento del 7% rispetto alle previsioni dello scorso anno, con un aumento di 1,2 miliardi nello stesso arco temporale. «Si tratta di un nuovo record per il gruppo», ha sottolineato l’amministratore delegato Giuseppina Di Foggia, evidenziando come le risorse saranno destinate principalmente alle attività regolate in Italia, che rimangono il core business, e allo sviluppo di infrastrutture per integrare le fonti rinnovabili. La programmazione territoriale, definita «leva fondamentale», mira a rendere la rete più affidabile ed efficiente, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Tra le novità più significative c’è l’introduzione di una nuova politica dei dividendi, che stabilisce un livello minimo garantito (floor) di 39,62 centesimi per azione, corrispondente alla cedola del 2024, per l’intero periodo del piano. Una scelta volta a offrire agli azionisti «una remunerazione interessante e solida», come precisato dal gruppo, che consolida la reputazione di Terna come realtà capace di coniugare crescita e stabilità.

L’aggiornamento del piano riflette l’impegno del gruppo nell’accelerare la svolta green e digitale, senza trascurare la redditività. Se da un lato gli investimenti crescono, dall’altro la gestione finanziaria rimane prudente, con un occhio attento alla sostenibilità nel lungo periodo. Le attività non regolate, pur non rappresentando il fulcro dell’operato, completano il quadro strategico, contribuendo a diversificare le fonti di reddito.

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