Putin aggiorna la politica nucleare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato il decreto n. 991, datato 19 novembre 2024, che approva i nuovi fondamenti della politica statale della Federazione Russa nel campo della deterrenza nucleare. Questo aggiornamento, che rappresenta una svolta significativa rispetto alla dottrina precedente, amplia i criteri per l'uso delle armi atomiche, consentendo alla Russia di rispondere con ordigni nucleari anche a seguito di attacchi convenzionali con missili occidentali.
La decisione di Putin arriva in un momento di crescente tensione internazionale, segnato dai primi missili americani Atacms lanciati in territorio russo, nella regione di Bryansk, dopo il via libera dell'amministrazione Biden. Questi attacchi, che rappresentano un'escalation significativa nel conflitto in Ucraina, hanno spinto Mosca a rivedere la propria politica d’impiego delle armi nucleari, considerandole non più solo come strumenti di deterrenza, ma anche come mezzi tattici da poter utilizzare direttamente sul campo di battaglia.
La revisione della dottrina nucleare russa riflette una nuova concezione del ruolo delle armi atomiche, che Mosca vede ora come strumenti reali per raggiungere obiettivi tattici. Questo cambiamento di prospettiva è una novità assoluta rispetto ai tempi della Guerra fredda, quando le armi nucleari erano considerate principalmente come deterrenti strategici.
La crisi dell’ordine internazionale liberale, guidato dagli Stati Uniti, e la sfida revisionista lanciata da Russia e Cina hanno contribuito a questa evoluzione.




