Scandalo elettorale in Puglia: voti comprati e politici arrestati
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Redazione Interno
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Un terremoto giudiziario ha scosso la regione Puglia, con l'emergere di un vasto scandalo elettorale. Sono state scoperte liste di votanti, con circa 2000 nomi, che avrebbero venduto il loro voto per somme di denaro o altre utilità. In totale, 72 persone sono coinvolte in questa vicenda che sta provocando una reazione a catena nel mondo della politica.
L'indagine
L'indagine si concentra su Anita Maurodinoia, ex assessora regionale ai Trasporti della regione Puglia, suo marito Sandro Cataldo, referente del movimento politico "Sud al centro", e Antonio Donatelli, sindaco di Triggiano (Bari). Tutti e tre sono stati arrestati con l'accusa di aver comprato voti per 50 euro.
Le accuse
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari e della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di 10 indagati. Le accuse sono gravi: corruzione elettorale, con riferimento alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020 nel comune di Grumo Appula, e del 3 e 4 ottobre 2021 nel comune di Triggiano.
Le conseguenze
Lo scandalo ha travolto il Partito Democratico in Puglia, portando alle dimissioni di Maurodinoia. Il presidente Emiliano ha rivelato di aver avuto incontri con parenti di mafiosi per aiutare De Caro, aggiungendo un ulteriore livello di complessità alla situazione. L'arresto del sindaco di Triggiano ha ulteriormente amplificato l'eco dello scandalo, che ora si estende a tutta la regione Puglia.




