Scandalo di corruzione elettorale in Puglia
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Redazione Interno
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L'inchiesta sulla corruzione elettorale in Puglia ha rivelato un sistema di voto di scambio che sarebbe stato applicato in alcune elezioni amministrative nella provincia. Questo sistema, descritto dalla Procura di Bari, prevedeva che tutti i votanti seguissero una formula diversa, stabilita in anticipo, per compilare la scheda elettorale. Dopo il voto, partivano i pagamenti.
Il ruolo di Anita Maurodinoia
Anita Maurodinoia, l'ex assessora ai Trasporti della Regione Puglia, soprannominata "lady preferenze", è indagata nell'inchiesta. Secondo l'ordinanza firmata dal gip Paola Angela De Santis, Maurodinoia avrebbe preso parte alle associazioni per delinquere finalizzate allo scopo di commettere più delitti previsti dall’articolo 86 del Dpr 570/60 (corruzione elettorale). Questi reati sarebbero stati commessi in occasione delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019 (sindaco e consiglio comunale di Bari) e delle amministrative del 20 e 21 settembre 2020 (sindaco e consiglio comunale di Grumo Appula, presidente e Consiglio regionale).
Le reazioni politiche
Matteo Salvini, leader della Lega, ha commentato l'inchiesta durante un discorso a Torino. Ha dichiarato che la Lega e il centrodestra vinceranno in Piemonte, non a causa delle inchieste sul Partito Democratico, ma per merito proprio. Queste parole di Salvini sottolineano l'importanza del caso di corruzione elettorale in Puglia nel contesto politico italiano attuale.




