Inchiesta sulla corruzione politica in Puglia: legami con la 'ndrangheta e favoritismi
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Le relazioni pericolose
Secondo gli investigatori, Enzo Pisicchio, faccendiere, e Giacoma Punzo, imprenditrice coindagata, avrebbero utilizzato e vantato relazioni esistenti con Antonio De Vito e Cosimo Borraccino, all'epoca rispettivamente direttore generale della società regionale Puglia Sviluppo e assessore pugliese allo Sviluppo Economico. Queste relazioni sarebbero state utilizzate per ottenere un primo finanziamento di 3 milioni (su 6 complessivi) alla società veneta Nir.
Il sistema familistico
L'ultima tempesta giudiziaria che ha colpito la Regione Puglia ha svelato, ancora una volta, l'esistenza di un "sistema" in cui ai "favori" agli amici, appalti e assunzioni, corrispondevano voti. Negli atti dell'inchiesta che il 10 aprile scorso ha portato all'arresto di cinque persone, tra cui i fratelli Enzo e Alfonsino Pisicchio, quest'ultimo ex consigliere regionale, si parla di "gestione clientelare e nepotista (in senso familista) del potere politico, con favoritismi ad imprese e privati commessi in violazione della legge penale per ottenere ritorni in termini di consenso elettorale (mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto) e vantaggi e profitti familiari (assunzione di figli e parenti)".




