Siccità fiume Po, livelli record e allarme per agricoltura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La siccità fiume Po, alimentata dalle ondate di calore di giugno e nonostante i temporali recenti, ha già ridotto la portata del grande fiume al punto da mettere in difficoltà l’agricoltura del Nord Italia. Nella seconda metà di giugno il livello a Cremona ha raggiunto fino a 8 metri sotto lo zero idrometrico, segnalando una condizione estrema del corso d’acqua. Anche la rilevazione di Pontelagoscuro, con un valore di -6,34 metri, conferma una fase di grave crisi idrica lungo l’intero bacino padano. La diminuzione della portata, scesa sotto i 300 metri cubi al secondo, ha favorito la risalita del cuneo salino fino a 20 chilometri nell’entroterra, mentre le conseguenze si riflettono su una parte rilevante del sistema agroalimentare nazionale, con rischi stimati fino a un terzo della produzione.

Livelli record del Po e crisi idrica nel Nord Italia

Le condizioni del fiume Po si inseriscono in un quadro più ampio che coinvolge diverse regioni del Nord Italia, dove la scarsità d’acqua si è accentuata nelle ultime settimane. In Veneto il governatore ha firmato un’ordinanza per proclamare lo stato di emergenza su tutto il territorio regionale, mentre in Lombardia si stima un deficit idrico pari al 36% rispetto alla media del periodo di riferimento. La Provincia autonoma di Trento ha dichiarato la disponibilità a intervenire in caso di richieste di aiuto da parte delle regioni, precisando però che al momento non risultano interlocuzioni ufficiali. Nonostante i temporali recenti, la quantità d’acqua non è sufficiente a riequilibrare i livelli del bacino.

Nel bacino del Po, la riduzione delle portate sta incidendo direttamente sulle attività agricole, come evidenziato anche dai servizi con le interviste a imprenditrici del settore. Le aree del Polesine e del Delta del Po risultano tra le più esposte agli effetti della risalita del cuneo salino, che modifica la qualità delle acque utilizzate per l’irrigazione. La combinazione tra livelli idrometrici molto bassi e condizioni climatiche prolungate di siccità contribuisce a rendere fragile l’intero sistema produttivo agricolo della pianura padana, già sottoposto a stress idrico continuo.

Emergenza in Veneto e Lombardia e rischio per agricoltura

In Lombardia la stima di un deficit idrico del 36% rispetto alla media del periodo evidenzia una pressione crescente sulle risorse disponibili, mentre in Veneto lo stato di emergenza segnala la necessità di misure straordinarie per la gestione dell’acqua. In questo contesto, le riserve idriche destinate all’agricoltura risultano particolarmente ridotte, con stime che indicano disponibilità limitate a circa dieci giorni per alcune filiere produttive. La situazione mette in evidenza la fragilità della pianura padana di fronte a periodi prolungati senza precipitazioni significative.

L’innalzamento del cuneo salino, risalito di oltre 20 chilometri nell’entroterra del Delta del Po, rappresenta un ulteriore elemento di pressione per le coltivazioni delle aree più vicine al mare. Le conseguenze si concentrano soprattutto nelle zone del Polesine, dove la disponibilità di acqua dolce diventa sempre più limitata. L’insieme di questi fattori, tra cui la riduzione della portata del fiume e l’aumento della salinità, contribuisce a delineare un quadro di criticità diffusa per il comparto agricolo.

Cuneo salino e impatti sul Delta del Po

Nel Delta del Po la risalita del cuneo salino fino a circa 20 chilometri nell’entroterra modifica l’equilibrio naturale tra acqua dolce e acqua marina, con effetti diretti sulle attività agricole e sugli ecosistemi locali. La riduzione della portata del fiume, scesa sotto i 300 metri cubi al secondo, favorisce infatti la penetrazione dell’acqua salata lungo i rami terminali del corso d’acqua. In questo scenario, la gestione delle risorse idriche diventa centrale per limitare gli impatti su un territorio che dipende fortemente dalla disponibilità del Po, sia per l’irrigazione sia per la stabilità ambientale complessiva.

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