"ColtivaItalia", il piano da un miliardo per l'agricoltura approvato dal governo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge "ColtivaItalia", presentato ieri dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che stanzia un miliardo e 156 milioni di euro in tre anni, a partire dal 2026, per sostenere il settore primario. Il provvedimento, che sarà collegato alla prossima Legge di Bilancio, punta a semplificare gli aiuti alle imprese, potenziare la ricerca agroalimentare e contrastare il ridimensionamento dei fondi europei, dopo l’assorbimento della Politica Agricola Comune (PAC) nel Fondo Unico Ue.

Alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, Lollobrigida ha sottolineato come il piano rappresenti «una risposta concreta alle criticità di un comparto strategico», messo a dura prova dai rincari, dalle crisi climatiche e dalle tensioni internazionali. Le risorse, suddivise tra filiere, innovazione e sostegno alle aziende, mirano a consolidare soprattutto le produzioni del Centro-Sud, come grano, olivicoltura e zootecnia, spesso penalizzate da logiche di mercato asimmetriche.

Le reazioni del mondo agricolo sono state immediate. La Cia Toscana, attraverso il presidente Berni, ha definito il finanziamento «essenziale», auspicando però che il Parlamento acceleri l’iter per trasformare «le promesse in strumenti operativi». Attenzione particolare, secondo l’associazione, va riservata alle piccole e medie imprese delle aree interne, dove le difficoltà logistiche e strutturali rischiano di amplificare il divario con le grandi realtà.

Sul fronte della ricerca, il Crea (l’ente vigilato dal Masaf) ha parlato di «misura senza precedenti». Il presidente Andrea Rocchi ha evidenziato come i fondi consentiranno di affrontare «un futuro complesso, tra crisi climatiche e nuove opportunità tecnologiche», garantendo all’Italia un ruolo da protagonista nel settore agroalimentare.

In Liguria, dove l’agricoltura si scontra con territori impervi e colture specializzate, Coldiretti ha salutato con favore l’approvazione del testo, definendolo «una svolta dopo anni di politiche europee penalizzanti». Le aziende locali, spesso attive su terrazzamenti e aree marginali, potranno contare su risorse dedicate, anche se resta da capire come verranno calibrati gli interventi tra le diverse regioni.

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