Shanghai, la favola dei cugini Vacherot e Rinderknech
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Redazione Sport
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Il tennis, che qualcuno ha definito con ironia "uno sport inventato dal diavolo" per la sua crudeltà e la sua imprevedibilità, è capace di regalare, quando meno te lo aspetti, storie uniche che travalicano il semplice risultato sportivo. A Shanghai, nel Masters 1000 più duro e sconvolgente che si ricordi, sogno e favola, parole spesso abusate nel lessico sportivo, hanno per una volta trovato una loro appassionante collimazione, materializzandosi nell'abbraccio carico di emozione, lacrime e affetto tra due cugini, Valentin Vacherot e Arthur Rinderknech. I due, figli delle sorelle Nadine e Virginie Paquet, hanno scritto una di quelle pagine che rimarranno negli annali, qualificandosi insieme per la finale del prestigioso torneo cinese in un epilogo che nessuno, fuorché loro forse, poteva immaginare.
Una finale che entra nella storia
Quella che si sta disputando in Cina è nientemeno che la terza finale in un Masters 1000, nella storia di questo circuito, a vedere contrapposti due tennisti che non erano teste di serie, un dato che la dice lunga sulla portata della loro impresa collettiva. Entrambi, infatti, andranno a caccia del titolo più importante della loro intera carriera, un traguardo che, fino a poche settimane fa, sembrava un'utopia lontana. Ognuno dei due, a prescindere dall'esito, vedrà la propria traiettoria professionistica cambiare per sempre, proiettata in una dimensione nuova e piena di possibilità.
Il cammino incredibile di Vacherot
La favola, nel suo divenire, ha avuto un momento particolarmente simbolico e dirompente nel percorso di Valentin Vacherot, il tennista monegasco partito dal numero 204 del ranking mondiale. È stato lui, in un rocambolesco exploit, a sconfiggere nientemeno che Novak Djokovic, un gigante del circuito, in una vittoria che ha dell'incredibile e che ha spalancato le porte a questo finale di torneo dal sapore familiare. Una vittoria che, da sola, basterebbe a consegnare il suo nome alle cronache, ma che ora assume un significato ancora più profondo nel contesto della sfida con il cugino.
Il set decisivo e un legame unico
Sul campo centrale di Shanghai, la partita sta vivendo i suoi momenti più tesi e drammatici. Dopo che Arthur Rinderknech si è aggiudicato il primo parziale per 6-4, Valentin Vacherot ha prontamente reagito, imponendosi nel secondo set con un 6-3 che ha ristabilito la parità e ha costretto la contesa al set decisivo. Ciò che rende questa sfida ancor più affascinante, al di là del punteggio, è il legame che unisce i due protagonisti: sono cugini di primo grado, cresciuti insieme, e persino prima di affrontarsi per il titolo più prestigioso delle loro vite hanno condiviso la sessione di allenamento, in un'intimità che lo sport raramente concede.




