Caro gasolio agricolo, l'allarme di Confagricoltura Umbria: «Servono risorse straordinarie»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto livelli che le imprese del settore primario non riescono più a sostenere. Negli ultimi sei mesi la quotazione è passata da 80 centesimi al litro a 1,65 euro, un rincaro che grava interamente sui bilanci delle aziende agricole e zootecniche, alle quali i prodotti vengono pagati meno di prima. In Umbria, Confagricoltura ha lanciato un appello affinché vengano adottate misure concrete per contenere il costo del carburante e garantire la sopravvivenza delle attività.

La richiesta di un intervento regionale

«Accogliamo positivamente l'iniziativa del Governo di avviare un confronto con le grandi compagnie energetiche per ottenere una riduzione dei prezzi dei carburanti, anche con misure specificamente rivolte al comparto agricolo», dichiara Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria. «È fondamentale, però, che gli eventuali benefici vengano applicati concretamente da tutti i fornitori di gasolio». L'associazione sollecita anche la Giunta regionale affinché valuti la possibilità di destinare risorse straordinarie al settore, sulla scia di quanto già avviene in altre regioni.

Nelle Marche sono stati previsti circa 4 milioni di euro per contributi straordinari, con un rimborso di 20 centesimi al litro sul carburante utilizzato nei mesi estivi e la possibilità di incrementare le assegnazioni di gasolio agevolato.

Procedure in ritardo e terreni non coltivati

Un'altra criticità segnalata riguarda i tempi per l'autorizzazione del gasolio agricolo agevolato, che quest'anno registrano ritardi particolarmente significativi rispetto al passato. «È importante intervenire per velocizzare l'iter autorizzativo e consentire alle imprese agricole di operare con maggiore tempestività», prosegue Pennacchi. Le conseguenze sono già visibili nelle campagne umbre, dove le lavorazioni dei terreni in gran parte non sono state eseguite proprio perché le aziende non riescono a far fronte alle spese.

Il rischio concreto è che parte dei terreni rimanga incolta durante l'anno.

La mobilitazione nazionale degli agricoltori

Mentre in Umbria si moltiplicano gli appelli alle istituzioni locali, a livello nazionale è in corso una mobilitazione organizzata da Cia-Agricoltori Italiani. Centinaia di produttori provenienti da tutta Italia saranno a Roma mercoledì 14 ottobre davanti a Montecitorio con lo slogan "I conti non tornano", per denunciare una situazione economica insostenibile che pesa sulle aziende agricole e sui cittadini.

Jacopo Giovannini, presidente di Cia Imola, sottolinea come le imprese lavorino sottocosto e non riescano più a far quadrare i bilanci: «Da un lato sosteniamo spese esorbitanti per carburante, energia, concimazione e dall'altro i prezzi offerti sono del tutto insufficienti a coprire quei costi ormai da record».

Il quadro degli aiuti già varati

Sul fronte degli interventi nazionali, il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso settembre ha prorogato fino al 17 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio usato come carburante, estendendo la stessa aliquota ai gasoli paraffinici e al biodiesel, oltre a prorogare il credito d'imposta per le imprese di autotrasporto.

Parallelamente, Eni ha annunciato l'estensione della riduzione del 20% sul prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo agricolo e della pesca, uno sconto applicato fino al 31 ottobre e potenzialmente estendibile fino a fine anno. Secondo un'analisi Coldiretti, il prezzo del gasolio agricolo era passato da 0,85 a 1,62 euro al litro dall'avvio della guerra in Iran, con la quotazione media di settembre che ha superato il record del 2022.

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