Tajani: bene misure Ue su Mercosur, accordo strategico per Italia ed Europa
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Redazione Interno
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Mentre le trattative definitive si avviano alla loro fase conclusiva, il ministro degli Esteri italiano ha espresso un parere positivo sulle misure annunciate dalla Commissione europea, definite come un passo necessario a proteggere il settore agricolo nazionale. “Bene le misure Ue a tutela dei nostri agricoltori”, ha dichiarato Antonio Tajani, sottolineando come per l’Italia e per l’Europa l’intesa con il blocco sudamericano rappresenti un accordo strategico, nonostante le persistenti resistenze che da più parti continuano a manifestarsi. La Farnesina, recependo le comunicazioni di Bruxelles, pone l’accento sugli strumenti predisposti per bilanciare l’apertura commerciale: finanziamenti aggiuntivi, l’allineamento degli standard sanitari e fitosanitari per le importazioni, e un rafforzamento dei controlli che dovrebbe, nelle intenzioni, integrare il trattato con un robusto sistema di salvaguardie.
Le garanzie di Bruxelles e il lento avvicinamento dell'Italia
L’annuncio di un pacchetto di accompagnamento alla Politica Agricola Comune, concepito per ammortizzare l’impatto dell’ingresso di prodotti come carne bovina, pollame, zucchero e miele privi di dazi, ha prodotto un primo effetto di ammorbidimento della posizione inizialmente critica espressa dal governo italiano. La promessa di misure concrete, sebbene non abbia ancora convinto completamente Parigi, ha spostato Roma più vicina a un assenso di quanto non lo fosse solo pochi giorni addietro. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, al termine della riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura, non ha incassato un via libera formale, ma ha osservato un cambiamento di tono, mentre la Francia resta ferma su una posizione di netto rifiuto, lasciando potenzialmente all’Italia l’onere della decisione finale in seno al gruppo dei paesi oppositori.
L'ultimo miglio negoziale e il contesto internazionale
Si entra ora nelle ultime ore di un negoziato complesso, che punta a creare un’area di libero scambio fra due blocchi economici che insieme rappresentano un bacino di circa settecento milioni di consumatori. I ministri avrebbero, secondo fonti comunitarie, trovato una sostanziale quadra, rimandando al Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti, la soluzione dell’ultimo nodo tecnico ancora in sospeso. La spinta definitiva arriva, nondimeno, da considerazioni di geopolitica economica più ampie, come ha sottolineato il vicepresidente esecutivo della Commissione Maroš Šefčovič, definendo gli accordi di libero scambio una “necessità strategica” in un momento in cui gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, riorientano le proprie politiche commerciali in senso più protezionistico.
Le tensioni sociali e il nodo della ratifica
Il percorso verso la firma, tuttavia, non può ignorare il malcontento che serpeggia nelle campagne europee, dove le proteste degli agricoltori non accennano a placarsi. Trattori in marcia verso Parigi e Milano, piazze bloccate in Grecia da settimane, e manifestazioni annunciate in altre capitali dell’Est Europa costituiscono il rumore di fondo contro cui i governi devono misurarsi. La nuova presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, affrontando l’emergenza, ha cercato di trovare una mediazione che, se da un lato acceleri il processo politico, dall’altro richieda ancora tempo per la parte tecnica e per le successive ratifiche nazionali, un iter lungo e non privo di ostacoli.




