Elicottero precipitato in Bosnia: morti quattro militari italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quattro militari italiani impegnati nella missione internazionale Eufor Althea sono morti dopo che il loro elicottero è precipitato a Brcko, in Bosnia, durante un'esercitazione. Tra le vittime ci sono due appartenenti alla Croce Rossa Italiana, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia.

Le comunicazioni alle famiglie e il silenzio iniziale

La notizia dell'incidente si è diffusa prima che fossero resi noti i nomi dei caduti. In una dichiarazione ufficiale, i vertici militari hanno spiegato di aver atteso che la notizia fosse portata ai familiari: «Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nomi delle persone coinvolte». Il silenzio, hanno aggiunto, non ha impedito che la notizia circolasse, con la disperazione di centinaia di persone che avevano un parente in servizio in Bosnia.

Franco Adriano Zecchillo, il tenente medico milanese

Tra le vittime c'è Franco Adriano Zecchillo, tenente medico infermiere del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Avrebbe compiuto 65 anni tra due giorni, il 31 ottobre. Classe 1961, era nato a Milano e proprio nel capoluogo lombardo aveva mosso i primi passi in campo sanitario, dove esercitava la professione di tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare. Aveva inoltre collaborato con l'Università dell'Insubria, e al lavoro in ambito civile affiancava l'impegno nel corpo volontario che lo aveva portato in missione all'estero.

Che cos'è Eufor Althea e il ruolo dell'Italia

L'operazione Althea è iniziata il 2 dicembre 2004, quando l'Unione europea ha preso il posto della missione NATO Joint Forge, con il mandato della risoluzione 1551 del Consiglio di sicurezza dell'Onu. L'Italia, che contribuisce con il maggior numero di truppe, guida la missione: da gennaio 2026 il comando è affidato al generale di divisione Fronda, terzo ufficiale italiano a ricoprire l'incarico. Il contingente nazionale ha base a Camp Butmir, alla periferia di Sarajevo, dove si è trasferito nel novembre 2005 lasciando la caserma Tito Barracks, e conta oltre 180 militari.

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