Franco Adriano Zecchillo, chi era il medico morto nell’incidente in Bosnia
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Redazione Interno
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Avrebbe compiuto 65 anni il 31 ottobre Franco Adriano Zecchillo, il tenente medico del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana morto nell'incidente dell'elicottero militare italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina durante la missione internazionale EUFOR Althea. Originario di Milano, era un professionista dell'ambito sanitario e svolgeva attività come tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare. La sua morte, insieme a quella di altri tre militari italiani, ha segnato il drammatico incidente avvenuto nel distretto di Brčko.
La professione sanitaria e la collaborazione con l'Università dell'Insubria
Nato nel 1961, Zecchillo aveva costruito il proprio percorso professionale a partire dalla formazione e dall'attività in campo medico a Milano. La sua specializzazione era quella di tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, una professione sanitaria legata al funzionamento dell'apparato cardiovascolare e alle tecnologie utilizzate per il supporto della circolazione. Nel corso della sua attività aveva collaborato anche con l'Università dell'Insubria, affiancando alla professione sanitaria l'impegno nell'ambito delle attività collegate all'ateneo.
Accanto al lavoro sanitario, aveva assunto il grado di tenente nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Si tratta della componente della Croce Rossa che opera in ambito militare e svolge attività di supporto sanitario e logistico alle Forze armate. Il suo ruolo di medico infermiere lo collocava nell'ambito dell'assistenza al personale impegnato nelle attività operative, con competenze sanitarie messe a disposizione anche nei contesti internazionali.
Lo schianto durante la missione EUFOR Althea
L'elicottero coinvolto era un CH-47 italiano impegnato nell'operazione europea in Bosnia-Erzegovina. Il velivolo è precipitato nella località di Gorice, nel distretto di Brčko, durante un'attività collegata alla missione internazionale. A bordo si trovavano 15 persone: il bilancio comunicato dal ministero della Difesa è stato di quattro morti e undici feriti. Tra le vittime figurano due appartenenti all'Esercito e due componenti del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa.
Le altre vittime italiane sono il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi e il sergente Laura Procacci. I primi due appartenevano al Comando Aviazione dell'Esercito di Viterbo, mentre Procacci prestava servizio nella stessa componente militare della Croce Rossa di Zecchillo. I feriti sono stati soccorsi e trasferiti per ricevere assistenza sanitaria. Il ministero della Difesa ha precisato che nessuno di loro versava in condizioni tali da far temere per la vita.
La missione EUFOR Althea è stata istituita dall'Unione europea per contribuire al mantenimento della sicurezza in Bosnia-Erzegovina e alla corretta attuazione degli accordi di pace di Dayton, firmati nel 1995 per porre fine alla guerra nel Paese. L'operazione è attiva dal 2004, quando le forze europee hanno assunto il compito precedentemente svolto dalla missione NATO SFOR. La presenza internazionale ha l'obiettivo di sostenere la stabilità istituzionale e impedire una ripresa delle tensioni armate.
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