Elicottero caduto in Bosnia, la Procura militare apre un fascicolo
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Redazione Interno
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La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo sull'elicottero italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina durante la missione europea Eufor Althea. L'iniziativa giudiziaria si affianca agli accertamenti tecnici già avviati dalla Difesa per ricostruire le cause dell'incidente, costato la vita a quattro italiani e che ha provocato undici feriti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è recato in visita ai militari ricoverati, mentre una commissione tecnica italiana ha raggiunto il luogo dello schianto per raccogliere gli elementi necessari alla ricostruzione dell'accaduto.
L'indagine della Procura militare e gli accertamenti della Difesa
Il procedimento avviato a Roma ha, per il momento, carattere conoscitivo e non contempla ancora ipotesi di reato. La Procura, guidata da Marco De Paolis, dovrà valutare gli elementi raccolti e gli eventuali profili di responsabilità che potranno emergere dagli accertamenti. L'apertura del fascicolo consente di acquisire informazioni sull'incidente e di approfondire le circostanze nelle quali si è verificata la tragedia. Le valutazioni su eventuali responsabilità penali saranno effettuate soltanto dopo l'esame dei risultati investigativi, senza che al momento sia stata formulata una specifica contestazione.
Sul versante tecnico, la commissione della Difesa italiana è arrivata in Bosnia-Erzegovina per esaminare il relitto e ricostruire la dinamica dell'incidente. L'aeromobile coinvolto era un CH-47 Chinook appartenente al Primo reggimento Aviazione dell'Esercito Antares, con sede a Viterbo. Lo schianto è avvenuto il 28 ottobre nel villaggio di Gorice, nel distretto di Brčko, durante un'attività di routine collegata alla missione internazionale. Gli accertamenti dovranno chiarire che cosa sia accaduto durante il volo e quali circostanze abbiano portato alla caduta del velivolo.
Le vittime e i militari rimasti feriti
Tra le vittime figurano i sergenti dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e al sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. A bordo del Chinook si trovavano complessivamente quindici persone, tutte italiane. Gli altri occupanti sono rimasti feriti e hanno ricevuto assistenza sanitaria nelle strutture ospedaliere della zona. Il Ministero della Difesa ha disposto anche l'invio di un'équipe medica italiana per garantire supporto ai feriti. Nessuno degli undici ricoverati risultava in pericolo di vita nelle comunicazioni diffuse dopo l'incidente.
La missione europea Eufor Althea in Bosnia
L'elicottero operava nell'ambito di Eufor Althea, la missione militare dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, istituita nel 2004 per subentrare alla forza di stabilizzazione della Nato. Il suo compito è contribuire al mantenimento della sicurezza nel Paese e vigilare sull'attuazione delle disposizioni militari dell'Accordo di Dayton, firmato nel 1995 per porre fine alla guerra in Bosnia. La missione opera sulla base di un mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e comprende personale militare proveniente da diversi Paesi europei. L'attività di Eufor Althea si inserisce nel quadro degli impegni internazionali per preservare la stabilità della Bosnia-Erzegovina dopo il conflitto degli anni Novanta.
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