Elicottero caduto in Bosnia, Meloni e Crosetto omaggiano i 4 militari
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha reso omaggio ai quattro militari italiani morti nell'incidente dell'elicottero in Bosnia-Erzegovina, deponendo un fascio di rose al Villaggio della Difesa al Circo Massimo di Roma. Con lei c'era il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il velivolo, un CH-47 Chinook dell'Esercito, è precipitato nel tardo pomeriggio del 29 ottobre con 15 persone a bordo.
Le prime ore al ministero e a Palazzo Chigi
Al ministero della Difesa le ore successive alla tragedia sono state dedicate al bilancio delle vittime e alla ricerca dei familiari, che andavano raggiunti prima che la notizia arrivasse dai media italiani o bosniaci. Sulle cause, una fonte del dicastero ha parlato di «quasi certamente un guasto tecnico», precisando però che è troppo presto per qualsiasi dettaglio e che potrebbero servire giorni per risalire a quanto accaduto. Anche a Palazzo Chigi il tono è stato quello del cordoglio: Meloni si è rivolta direttamente alle famiglie, mentre dallo stato maggiore l'unico dato certo comunicato è stato il numero dei morti.
Il video del decollo e la dinamica ancora da chiarire
Le immagini diffuse mostrano il Chinook, un elicottero di grandi dimensioni con due rotori, mentre si solleva da terra. Pochi secondi dopo il velivolo perde stabilità, comincia a ruotare su se stesso e non riesce più a mantenere una traiettoria regolare, fino a perdere quota. Le cause dell'incidente non sono state stabilite e il filmato non basta a spiegarle: spetterà agli accertamenti tecnici ricostruire che cosa sia accaduto nei momenti successivi al decollo.
La missione Eufor Althea in Bosnia
L'elicottero faceva parte di Eufor Althea, l'operazione militare dell'Unione europea avviata il 2 dicembre 2004 in sostituzione della missione Nato Joint Forge, a sua volta erede della forza di peacekeeping dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. Il mandato si fonda sulla risoluzione 1551 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, approvata il 9 luglio 2004. Già dall'aprile di quell'anno operavano in Bosnia i team italiani di collegamento e osservazione, i cosiddetti LOT.
Il contingente italiano ha la propria base a Camp Butmir, alla periferia di Sarajevo, dove si è trasferito nel novembre 2005 lasciando la caserma Tito Barracks, occupata per dieci anni. Oggi conta oltre 180 militari.
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