Gaza, lanci di viveri dagli aerei e tregue umanitarie mentre la fame avanza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   GerusalemmeIsraele ha autorizzato la ripresa dei lanci aerei di aiuti alimentari su Gaza, in risposta alle accuse internazionali di aver contribuito all’aggravarsi della crisi umanitaria nella Striscia. «L’operazione è coordinata con le organizzazioni umanitarie, l’esercito e la nostra aviazione», hanno precisato fonti ufficiali, sottolineando come l’iniziativa miri a «confutare l’idea che siano proprio le nostre azioni a privare i palestinesi di cibo». Una mossa che arriva mentre, secondo i rapporti delle Nazioni Unite, almeno due milioni di persone affrontano carestie acute, con oltre 120 vittime – in gran parte minori – legate a malnutrizione e disidratazione.

La decisione è stata annunciata parallelamente all’avvio di una tregua umanitaria di 24 ore, concordata dopo una telefonata tra il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e l’omologo italiano Antonio Tajani. «A partire da domani mattina», si legge in una nota della Farnesina, «le Forze di Difesa israeliane garantiranno pause nei combattimenti in diverse aree abitate, incluso il nord della Striscia, per facilitare l’accesso sicuro agli aiuti». Un’apertura che, tuttavia, non cancella le contraddizioni emerse nelle ultime settimane: tonnellate di medicinali e generi alimentari, bloccate per giorni al valico di Kerem Shalom, sono andate perdute a causa del deterioramento, finendo distrutte dall’esercito israeliano. Un episodio che ha alimentato ulteriori polemiche, soprattutto alla luce delle testimonianze che descrivono intere famiglie costrette a digiunare per sopravvivere.

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