Bambini intossicati in piscina a Roma: il cloro, innocuo se diluito, diventa una trappola letale
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Redazione Interno
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«Il cloro è indispensabile per disinfettare, ma se inalato in concentrazioni elevate può bloccare i polmoni». Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’Irccs Maugeri di Pavia, conosce bene i rischi legati a un uso improprio del prodotto chimico. Eppure, raramente i casi più gravi coinvolgono semplici bagnanti. «Di solito sono gli addetti ai lavori a finire in terapia intensiva», precisa. Stavolta, però, è andata diversamente.
Quella che doveva essere una giornata di festa si è trasformata in un incubo per una famiglia romana. I quattro fratellini, accompagnati dalla madre e da un’amichetta, lunedì mattina avevano varcato la soglia della piscina del centro “Imperium Eventi”, alla Borghesiana, ex quartier generale della Lodigiani. L’entusiasmo per il primo bagno della stagione è svanito in pochi minuti. «Si sono sentiti male all’improvviso, respiravano a fatica, poi hanno vomitato», racconta il padre, Gianni, militare impegnato alla parata del 2 giugno. Tutti tranne uno: Mattia, il maggiore, di nove anni, è finito in coma farmacologico dopo un’ischemia cerebrale che potrebbe aver danneggiato il sistema neurologico.
«Adesso siamo solo in ansia per nostro figlio», dice il genitore, mentre vigila al capezzale del bambino intubato. Ma le domande su quanto accaduto restano. «Contiamo che vengano chiarite le responsabilità, perché non è possibile che succedano cose del genere in un periodo in cui tutto dovrebbe essere sotto controllo». Le prime ipotesi parlano di un malfunzionamento dei bocchettoni, che avrebbero rilasciato una “bomba” di cloro nell’acqua.




