Trump autorizza Zelensky a usare armi USA per colpire in Russia
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Redazione Esteri
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In una mossa che segna un radicale cambiamento strategico, il Presidente Donald Trump ha assicurato al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky la rimozione dei veti che impedivano a Kiev di colpire obiettivi in profondità dentro il territorio russo con armi americane. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, giunge da un incontro privato ai margini dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Una richiesta strategica di Zelensky
L’incontro, descritto da fonti diplomatiche come “estremamente positivo”, ha visto Zelensky avanzare una richiesta precisa: la fornitura di missili da crociera Tomahawk. Questi sistemi d'arma, con un raggio d'azione di 1.500 chilometri, potrebbero permettere all'Ucraina di colpire obiettivi sensibili lontano dal fronte. Zelensky ha riferito che Trump si è mostrato “disposto a lavorarci” sulla proposta, un'apertura in netto contrasto con le precedenti cautele dell'amministrazione Biden.
Il contesto di tensioni con la Russia
La decisione arriva in un momento di grande tensione. La Russia continua le sue incursioni aeree, che hanno recentemente causato allerta in Danimaccia e la chiusura temporanea dell'aeroporto di Aalborg. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha già bollato come “irresponsabili” le dichiarazioni occidentali, inasprendo il tono dello scontro diplomatico.
Le implicazioni di una svolta militare
La revoca delle restrizioni concederebbe all'Ucraina una capacità offensiva senza precedenti, potenzialmente in grado di alterare gli equilibri del conflitto. Tuttavia, questa svolta solleva profondi interrogativi sul rischio di un'escalation incontrollabile e di una possibile espansione del teatro bellico, mentre l'Europa valuta la costruzione di un “muro anti-droni” per proteggere i suoi confini orientali.




