Israele bombarda internet point dei giornalisti, strage a Gaza: almeno 21 morti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo massacro si è consumato a Gaza, dove un attacco aereo israeliano ha colpito un internet café, uno dei pochi luoghi ancora in grado di garantire connessione alla rete. Tra le vittime, almeno 21 morti e 30 feriti, molti dei quali giornalisti e cooperanti che cercavano di documentare l’inferno quotidiano della Striscia. L’episodio si inserisce in una spirale di violenza che ieri ha causato altri 80 morti, tra bombardamenti notturni e sparatorie durante la distribuzione degli aiuti.

Le Nazioni Unite hanno definito la fila per il cibo una “trappola mortale”, dopo che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco su civili in attesa di un pacco di farina. Un bollettino che si ripete ormai da mesi, mentre il sistema di distribuzione privato – già al collasso – diventa terreno di scontri e saccheggi da parte di bande armate. Lo stesso caos che il premier Benjamin Netanyahu sembra sfruttare per consolidare l’offensiva contro Hamas, in una regione dove il potere della milizia palestinese vacilla sotto i colpi dell’esercito ma anche della criminalità organizzata.

Intanto, il Vaticano ha fatto sentire la sua voce: il Papa ha condannato senza mezzi termini l’uso della fame come “arma di guerra”, in un appello che risuona mentre Gaza precipita in una carestia senza precedenti. A Gerusalemme, intanto, il ministero delle Finanze ha diffuso i costi del conflitto: 37,5 miliardi di euro in 633 giorni, con una spesa media di 58 milioni al giorno. Cifre che non includono gli ultimi sviluppi, come l’escalation con l’Iran, e che pesano su un’economia già sotto stress.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.