Fagioli racconta il passato alla Juve e il trasferimento alla Fiorentina
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Redazione Sport
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Nicolò Fagioli, centrocampista della Fiorentina, ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua carriera in un’intervista rilasciata a Sky Sport, soffermandosi in particolare sul suo passato alla Juventus e sul ruolo che Massimiliano Allegri ha avuto nel suo percorso. «Quando Allegri disse quella frase, avevo 16 anni ed ero appena stato in tournée in America con la prima squadra», ha ricordato Fagioli, riferendosi al complimento del tecnico livornese che, anni fa, lo definì un giocatore in grado di trasmettere piacere sul campo perché «conosce il calcio». Un riconoscimento che, a suo dire, lo ha segnato profondamente, pur arrivando in un momento in cui era ancora lontano dall’affermarsi a livello professionistico.
Il calciatore, che oggi indossa la maglia viola, ha svelato anche alcuni retroscena legati al suo trasferimento alla Fiorentina, avvenuto dopo un’esperienza in bianconero che non gli aveva garantito lo spazio desiderato. «C’è un giocatore che ci ha messo mezzo lo zampino e mi ha convinto», ha ammesso Fagioli, senza però rivelare il nome di chi lo ha spinto verso Firenze. Un passaggio, quello alla Fiorentina, che rappresenta per lui una nuova opportunità per crescere e dimostrare il proprio valore, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento non solo per il club toscano ma anche per la Nazionale.
«L’obiettivo deve essere la Champions», ha dichiarato Fagioli, sottolineando l’ambizione della squadra e il ruolo del tecnico Raffaele Palladino, con cui ha instaurato un rapporto di dialogo costante. «Palladino ci parla molto, è importante per noi», ha aggiunto, evidenziando come il mister sia una figura chiave nel progetto della Fiorentina.
Oltre agli obiettivi collettivi, Fagioli non nasconde le sue aspirazioni personali. «Tornare in Nazionale è l’obiettivo più grande», ha confessato, convinto di poter diventare un punto fermo per la selezione azzurra. Per raggiungere questo traguardo, sa di dover mantenere una continuità di prestazioni e di giocare il più possibile, dimostrando di poter essere decisivo sia in fase di costruzione che in quella realizzativa.




