Mocassini in camoscio e infradito essenziali, la nuova geografia degli accessori per la primavera 2026
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Per qualche stagione l’attenzione sembrava concentrata in modo quasi esclusivo su ballerine e sandali con tacco, ma la primavera 2026 racconta una storia molto più ampia e stratificata. In passerella, come testimoniano le collezioni recentemente presentate, convivono ora infradito dall’eleganza essenziale, viste da Balenciaga e Bottega Veneta, e palette pastello che attraversano le proposte di Ganni, Versace e Jacquemus con una leggerezza luminosa. Accanto a queste direzioni, per certi versi già ampiamente esplorate, sta riemergendo una presenza meno prevedibile ma sempre più riconoscibile: il mocassino in camoscio, tornato a imporsi con naturalezza tra le scelte delle donne più attente allo stile. Non si tratta, però, di un semplice ritorno al passato, bensì di una rilettura contemporanea che vede questo classico confrontarsi con materiali pregiati e tonalità profonde, come il marrone cioccolato, capace di abbinarsi con disinvoltura ai jeans in tutte le loro declinazioni, dal baggy al modello dritto. La sua versatilità, del resto, gli consente di dialogare tanto con l’eleganza sussurrata del quiet luxury quanto con l’estetica più rilassata del workwear, creando un ponte ideale tra l’ufficio e il tempo libero.
L’esplosione del colore e il fascino discreto della scarpa da jazz
Se il mocassino rappresenta una continuità, il vero motore di questa stagione è senza dubbio il colore, declinato in tonalità che non conoscono mezze misure. Il rosso vivo e brillante, osservato sulle passerelle di case come Ralph Lauren e Chanel, si propone come una scelta audace per chi desidera infondere energia a un look, magari attraverso una semplice scarpa o una borsa. Parallelamente, il viola elettrico e il foglia di tè, una nuance che oscilla tra il verde e il blu conferendo un aspetto regale, offrono alternative sofisticate per chi cerca qualcosa di meno scontato. In questo caleidoscopio di tinte, trovano spazio anche modelli dall’estetica più definita, come le jazz shoes. Ispirate al mondo della danza e lanciate originariamente negli anni Settanta da Repetto, queste scarpe stringate stanno vivendo una seconda giovinezza, complice la loro apparizione nelle sfilate di Celine per il prêt-à-porter della primavera 2026. Leggere e sorprendentemente versatili, si prestano a essere indossate con jeans o con un miniabito retrò, confermando come il richiamo al passato sia una delle chiavi interpretative della moda contemporanea.
Dagli anni Settanta alle passerelle, il ritorno della zeppa e del plateau
L’influenza del vintage, e in particolare del decennio Settanta, si manifesta con prepotenza anche attraverso il ritorno della zeppa. Non più relegata ai soli sandali estivi, questa soluzione calzaturiera viene oggi reinterpretata in chiave moderna, comparendo persino nelle versioni delle ballerine, come dimostrano le proposte viste da Balmain e Ferragamo. Queste ultime, in particolare, uniscono un’estetica bon ton anni Quaranta a una visione più avant-garde, spesso arricchita da fiocchi o laccetti sottili che ne addolciscono la silhouette. La zeppa, insomma, non è più solo un espediente per guadagnare qualche centimetro di altezza, ma diventa un vero e proprio elemento architettonico della scarpa, capace di stravolgerne l’aspetto e di adattarsi tanto a outfit raffinati quanto a look più casual e urbani. Accanto a essa, il plateau continua a mantenere la sua posizione, testimoniando una predilezione per forme decise e volumi importanti che caratterizzano l’intera stagione.
Ballerine rivisitate e la nuova artigianalità degli accessori
Nonostante l’irruzione di nuove tendenze, le ballerine non sono certo state abbandonate. Al contrario, si presentano in una miriade di varianti che ne ampliano le possibilità d’uso, dimostrando una versatilità che spazia dall’ufficio alle occasioni speciali. Si trovano modelli tempestati di applicazioni, versioni che ricordano un paio di morbide pantofole e altri con fibbie decorative o che mettono in risalto il collo del piede. La scelta, come spesso accade, è questione di gusto personale, ma è innegabile che l’offerta sia talmente ampia da poter soddisfare qualsiasi esigenza. A completare il panorama, infine, ci pensano gli accessori in senso lato, dove materiali naturali come la rafia si uniscono a dettagli funzionali per definire borse dal carattere deciso, e dove l’animalier, con le sue stampe leopardate, zebrate o pitonate, continua a essere un filo conduttore, dimostrando di aver ormai superato lo status di semplice trend per diventare un classico del guardaroba.




