Nubifragio a Bangkok, l'acqua invade i terminal di Suvarnabhumi e 5.600 bagagli restano bloccati
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Redazione Esteri
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Le piogge torrenziali che da metà settembre stanno flagellando la Thailandia hanno trasformato l'aeroporto internazionale di Suvarnabhumi, il principale scalo del Paese situato nella provincia di Samut Prakan, in uno scenario di caos operativo. L'accumulo d'acqua ha invaso alcune aree dei terminal dedicate ai passeggeri e alla gestione dei bagagli, costringendo viaggiatori e operatori dello scalo a spostarsi verso le gradinate e i punti più alti delle strutture per evitare il contatto con l'acqua.
Le immagini diffuse in rete mostrano valigie e borse che galleggiano lentamente lungo i corridoi e nelle zone di passaggio, mentre centinaia di passeggeri cercano le proprie valigie tra le file di equipaggiamenti ammassati nel settore arrivi.
La crisi dei bagagli e la sospensione delle operazioni cargo
Il nodo più critico riguarda circa 5.600 tra valigie e trolley provenienti dai voli Thai Airways rimasti bloccati nello scalo. L'amministratore delegato della compagnia aerea, Chai Eamsiri, ha dichiarato ai giornalisti che si prevede di smaltire l'arretrato entro 72 ore, spiegando che la principale causa del disguido è stata l'impossibilità per molti addetti ai bagagli di raggiungere il posto di lavoro a causa delle strade allagate.
La compagnia di bandiera ha inoltre annunciato la sospensione temporanea delle operazioni di accettazione cargo in entrata, uscita e transito presso il proprio terminal merci dello scalo, con effetto dal 1° al 6 ottobre, con eccezioni per documenti diplomatici, animali vivi, resti umani e posta. La carenza di personale ha infatti compromesso anche la consegna delle merci ai clienti e il trasferimento dei carichi sui voli, generando un arretrato significativo di spedizioni.
Il bilancio delle inondazioni e l'impatto sul territorio
Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per la prevenzione e mitigazione dei disastri, le inondazioni che interessano il Paese da metà settembre hanno provocato almeno 24 vittime e coinvolto oltre 3,19 milioni di persone, con più di 1,12 milioni di abitazioni colpite. L'acqua interessa ancora 29 province e la capitale Bangkok, dove le autorità hanno dichiarato lo stato di disastro in tutti i 50 distretti cittadini. Nella sola giornata di sabato, circa 4.900 residenti sono stati evacuati verso rifugi allestiti in strutture pubbliche, mentre le autorità locali hanno segnalato che le precipitazioni cadute in tre giorni hanno raggiunto i 320 millimetri, una quantità paragonabile a quella che normalmente si registra nell'intero mese di settembre.
Il precedente del 2011 e la portata dell'evento
Per molti residenti della capitale, l'episodio attuale evoca il ricordo delle devastanti inondazioni del 2011, quando le acque avevano causato oltre 800 vittime e coinvolto più di 13 milioni di persone. In quell'occasione la crisi si protrasse per settimane, sommergendo interi distretti industriali e lasciando una profonda ferita nell'economia nazionale.
La configurazione geografica di Bangkok, costruita su un terreno pianeggiante e attraversata da una fitta rete di canali, la rende particolarmente vulnerabile agli eventi meteorologici estremi, soprattutto quando le precipitazioni si concentrano in archi temporali ristretti e il sistema di drenaggio non riesce a smaltire volumi d'acqua superiori alla media stagionale.
Disagi per i passeggeri e operazioni di soccorso
Le conseguenze sui viaggiatori si sono manifestate con cancellazioni di voli e ritardi nella consegna dei bagagli, mentre centinaia di passeggeri hanno dovuto attendere ore nelle aree arrivi nella speranza di recuperare le proprie valigie. La compagnia aerea ha disposto l'apertura di punti di registrazione per i passeggeri impossibilitati ad attendere, con la possibilità di richiedere la consegna del bagaglio presso il proprio alloggio.
Sul fronte della sicurezza, un giovane di 27 anni è stato arrestato per aver guidato una moto d'acqua lungo una strada allagata della capitale, un episodio diventato virale sui social network per le immagini del conducente che sfrecciava lungo la New Phetchaburi Road eseguendo curve strette e accelerazioni come se si trovasse in mare aperto.
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