Bangkok sott’acqua, dichiarato lo stato di calamità: quasi 5mila evacuati e 52mila famiglie colpite
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Redazione Esteri
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Bangkok è in ginocchio. Dopo oltre 48 ore di piogge torrenziali, che in alcune zone della capitale thailandese hanno superato i 330 millimetri, le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità su tutti i 50 distretti cittadini. La Bangkok Metropolitan Administration (Bma) ha comunicato che circa 52.000 famiglie sono state colpite dagli allagamenti, mentre quasi 4.900 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per trovare rifugio nei centri di accoglienza temporanei allestiti in tutta la città.
Una città paralizzata dall’acqua
Le immagini che arrivano dalla metropoli mostrano strade trasformate in canali, automobili sommerse fino ai finestrini e residenti costretti a muoversi a piedi in acque profonde fino alla vita. In diversi quartieri della zona orientale, la più colpita secondo il governatore Chadchart Sittipunt, il livello dell’acqua ha raggiunto le ginocchia o la vita, rendendo impraticabili molte arterie principali. Almeno tredici strade di grande scorrimento risultano allagate, e le autorità hanno invitato la popolazione a evitare spostamenti non necessari.
La situazione ha avuto ripercussioni immediate anche sulla vita quotidiana. Le scuole sono rimaste chiuse e il governo ha disposto per il 28 e 29 settembre un giorno di festa speciale per il settore pubblico in quattro province – Bangkok, Nonthaburi, Pathum Thani e Samut Prakan – per limitare gli spostamenti e facilitare le operazioni di soccorso. Banche e mercati finanziari hanno invece mantenuto le normali attività operative.
Il sistema dei canali sotto pressione
Il governatore Sittipunt ha spiegato che il problema principale è rappresentato dai canali cittadini, ormai pieni. «La pioggia continua e stiamo facendo del nostro meglio. Cerchiamo di pompare l’acqua, ma i canali sono colmi», ha dichiarato ai giornalisti, precisando che le stazioni di pompaggio stanno operando a piena capacità, rimuovendo circa 1.200 metri cubi d’acqua al secondo.
Le autorità stanno collaborando con le province limitrofe per cercare di deviare i flussi attraverso percorsi alternativi e ridurre la quantità d’acqua che entra in città. La conformazione stessa di Bangkok, costruita su un terreno paludoso a circa un metro e mezzo sopra il livello del mare, rende strutturalmente complesso lo smaltimento delle precipitazioni estreme. Un tempo nota come la “Venezia dell’Est” per la sua rete di canali, la capitale thailandese si trova ora a fare i conti con un sistema idrico messo a dura prova.
La macchina dei soccorsi
Nei centri di evacuazione allestiti in scuole e strutture pubbliche sono stati accolti quasi 4.900 sfollati. Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha interrotto una visita ufficiale a Londra per rientrare in Thailandia e presiedere una riunione straordinaria di governo dedicata all’emergenza. Sono stati inoltre predisposti oltre 200 rifugi temporanei, mentre i pazienti allettati che dipendono da apparecchiature mediche vitali sono stati invitati a valutare un ricovero ospedaliero temporaneo.
Sul fronte dei rifornimenti, le autorità hanno esortato la popolazione a non dare vita ad acquisti dettati dal panico, dopo che in alcuni supermercati gli scaffali dei beni di prima necessità si sono svuotati nel giro di poche ore. La Camera di Commercio thailandese ha messo in guardia le imprese circa possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento e ha ricordato che approfittare della situazione per aumentare i prezzi costituisce reato.
Un settembre da record
I dati del Dipartimento per il Drenaggio e le Fognature di Bangkok indicano che tra il 1° e il 25 settembre la capitale ha registrato 487 millimetri di pioggia, contro una media di circa 269 millimetri per lo stesso periodo nel trentennio 1991-2020. Settembre è tradizionalmente il mese di picco della stagione delle piogge in Thailandia, ma molti residenti hanno riferito di non aver mai visto condizioni simili.
Una commerciante di 67 anni che vive vicino a un canale a nord del centro ha raccontato all’agenzia France Presse di avere l’acqua fino alla vita e di tenere la saracinesca abbassata da due giorni, aggiungendo che il livello sembra superiore a quello delle alluvioni del 2011.
Le previsioni meteo indicano un graduale miglioramento a partire dall’inizio della settimana, quando la zona di bassa pressione responsabile delle precipitazioni dovrebbe spostarsi verso il centro del Paese. Secondo il governatore, se non dovesse più piovere, il deflusso delle acque richiederebbe comunque due o tre giorni. Il quadro complessivo resta critico anche a livello nazionale: le inondazioni hanno interessato oltre 21 province su 76, coinvolgendo più di 84.000 persone in varie aree del Paese.
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