Inter, e ora Pio chi lo rimanda in panchina? Le idee di Chivu e Thuram che deve riprendersi il posto
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Redazione Sport
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Altro che futuro. O, quantomeno, non solo futuro. Pio Esposito si gode un presente da urlo, si conferma determinante per l'Inter fin dall'inizio e, in attesa del miglior Thuram, si candida in maniera sempre più forte ad un ruolo ancora più centrale rispetto alla stagione – già ottima - vissuta lo scorso anno.
La prima in prima squadra, quella di un fisiologico svezzamento, che ha visto crescere il giovane attaccante nerazzurro esponenzialmente e l'ha accompagnato fino ad oggi, sembra ormai un ricordo lontano, perché il classe 2005 ha deciso che è il momento di prendersi la scena e di non mollarla più.
La prestazione che cambia le gerarchie
Contro il Monza, alla prima giornata di campionato, Pio Esposito ha messo in campo una prestazione a dir poco totale, impreziosita dal gol di tacco che ha fatto il giro del mondo e che ha aperto le danze per il definitivo 4-1. Eppure, come sottolineato da più parti, il colpo da campione è stato solo la ciliegina su una torta fatta di sacrificio, lotta e intelligenza tattica.
L'attaccante ha fatto da boa, ha difeso palloni spalle alla porta, ha creato spazi per gli inserimenti dei compagni come Bisseck e Zielinski e ha partecipato attivamente alla fase di pressione, dimostrando una maturità e una consapevolezza del proprio ruolo che vanno ben oltre i suoi 21 anni. Non a caso, è stato uno dei migliori in campo, se non il migliore, e ha costretto tutti a riconsiderare le gerarchie del reparto offensivo nerazzurro.
Il parere di un campione: Klinsmann incorona Esposito
A confermare il valore e il potenziale del giovane centravanti ci ha pensato un intenditore d'eccezione come Jürgen Klinsmann. L'ex attaccante dell'Inter e campione del mondo tedesco, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, si è lasciato andare a parole di elogio e a un paragone che fa sognare i tifosi nerazzurri: "Haaland a 17-18 anni era già titolare. Esposito un po' lo ricorda. È bravo con i due piedi, nell'occupazione dell'area e pure nel collegamento con i compagni. Smista palla a destra e sinistra, fa parte del gioco e poi segna".
Klinsmann ha poi aggiunto: "Quel ragazzo è speciale". Ma il tedesco non si è fermato a un semplice complimento; ha voluto anche lanciare un monito a Marcus Thuram, consapevole della difficile situazione che si sta creando in attacco. "Per la Champions servono tutti, assolutamente. Lautaro è un punto fisso, è il leader e il capitano. Spero che Marcus e Pio trovino entrambi spazio. Ma sarà dura per Marcus ora trovare spazio perché se Pio continua così non puoi lasciarlo troppo in panchina, lui è il futuro dell'Inter e dell'Italia", ha dichiarato Klinsmann.
La gestione di Chivu e la risposta di Thuram
Le parole dell'ex attaccante pongono un quesito non da poco a Cristian Chivu, tecnico nerazzurro che ha sempre predicato bene riguardo l'importanza di una rosa ampia e di gerarchie flessibili. La forza dell'Inter, e lo si è visto contro il Monza con i gol di Diouf, Zielinski e Bisseck, sta proprio nella profondità della rosa, ma la prestazione di Esposito ha messo in seria discussione l'assunto che il francese sia l'unico partner ideale per Lautaro Martinez.
La coppia "PiLa" ha già funzionato in passato e l'intesa tra i due è tangibile, mentre Marcus Thuram è reduce da un'estate complicata: un Mondiale in cui ha giocato solo un minuto nella finale per il terzo posto contro l'Iraq e qualche problema fisico che ne ha rallentato la preparazione. Chivu ha il compito di gestire al meglio un lusso che è anche un grattacapo: il talento di Pio Esposito non è più una promessa per il domani, ma una certezza del presente, e una sua esclusione prolungata appare sempre più ingiustificabile.
Un presente da blindare e un futuro da leader
La società nerazzurra, dal canto suo, è ben conscia del gioiello che ha in casa e non ha alcuna intenzione di perderlo. Dopo le voci di mercato e gli interessi della Premier League, l'Inter si sta muovendo per blindare il suo numero 94 con un prolungamento del contratto fino al 2031 e un adeguamento dell'ingaggio che lo porterà a guadagnare cifre vicine ai 3 milioni di euro netti. Un segnale chiaro che Pio Esposito è considerato non solo il futuro, ma anche uno dei pilastri su cui costruire il presente e il domani.
In attesa del miglior Thuram, che avrà tutto il tempo per recuperare la migliore condizione, l'Inter si gode il suo nuovo gioiello, un attaccante che, come ha dichiarato lui stesso al Corriere, non è "un campione o un fenomeno", ma solo uno che dà il massimo tutti i giorni. E in questa fase, quel massimo sta bastando e avanzando per tenere in panchina anche un big come Marcus Thuram.
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