Donna decapitata a Scandicci, fermato un uomo di origine nordaficana. La vittima è Silke Sauer, 44enne tedesca senza fissa dimora

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C’è un fermo per l’omicidio di Silke Sauer, la cittadina tedesca di 44 anni trovata senza vita nella mattinata del 18 febbraio nell’area dismessa dell’ex Cnr a Scandicci, in provincia di Firenze. I carabinieri, al termine di quarantott’ore di indagini serrate, hanno bloccato un uomo di origini nordafricane, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto all’obbligo di firma presso la caserma di Scandicci, nei cui confronti si sono accumulati gravi indizi di colpevolezza. Il provvedimento, si apprende da fonti giudiziarie, è stato eseguito nella tarda serata di ieri e il soggetto, al momento, si trova piantonato in ospedale in attesa dell’udienza di convalida; era stato infatti ricoverato dopo aver dato in escandescenze proprio nell’area dell’ex Cnr poche ore prima del macabro rinvenimento del cadavere. Il pubblico ministero Alessandra Falcone, titolare del fascicolo d’inchiesta, coordina gli accertamenti dei militari dell’Arma che dovranno ora chiarire gli ultimi passaggi della dinamica e, soprattutto, il movente di un atto tanto efferato.

La lite, il cane e le tracce che hanno portato al sospettato

Secondo una prima ricostruzione, l’indagato e la vittima, entrambi senza fissa dimora, erano soliti frequentare l’edificio abbandonato e i terreni limitrofi, una zona da tempo nel mirino dei residenti per il degrado e il via vai di pusher. L’ipotesi al momento più accreditata è che tra i due sia nata una lite per futili motivi, degenerata in modo improvviso e letale: l’uomo avrebbe usato un machete, poi rinvenuto dalla scientifica nei pressi del, per decapitare la donna. Determinanti per l’emissione del fermo sono state le immagini di alcune telecamere di sorveglianza piazzate nelle vicinanze, che ritraggono l’indagato nei pressi del casolare in orari compatibili con il delitto; a incastrarlo, inoltre, sarebbe stata una felpa che era solito indossare quando si recava in caserma per adempiere all’obbligo di firma, ritrovata intrisa di sangue a poca distanza dal cadavere. Un altro elemento chiave riguarda il comportamento dell’uomo il giorno precedente la scoperta: aveva infastidito un passante, aizzandogli contro un cane, lo stesso animale che i carabinieri hanno poi trovato a vegliare il corpo senza vita di Silke Sauer.

Il ritrovamento del e i rilievi sul luogo del delitto

Fu un altro clochard, nella tarda mattinata di mercoledì, a lanciare l’allarme dopo aver notato il cadavere ai piedi di un casolare in disuso, un edificio che ha porte e finestre murate per impedire occupazioni abusive ma che, insieme a una tendopoli sorta sul retro, rappresenta un rifugio per diversi senzatetto. L’arrivo dei soccorritori fu reso complesso proprio dalla presenza del cane, che montava la guardia accanto al impedendo l’avvicinamento; solo dopo l’intervento degli accalappiacani i militari hanno potuto mettere in sicurezza la zona e iniziare i rilievi. La salma, che presentava chiari segni di un tentativo di occultamento, è stata trasferita all’istituto di medicina legale per l’autopsia disposta dalla procura, un esame che dovrà stabilire con esattezza non solo le cause della morte e la compatibilità dell’arma bianca sequestrata con le ferite, ma anche se il delitto sia stato consumato proprio lì, nel casolare, o se il corpo sia stato trasportato in quel luogo dopo essere stato ucciso altrove.

Un delitto maturato nel degrado dell’area ex Cnr

L’area verde dell’ex Cnr, situata a Scandicci non lontano dal parcheggio di interscambio di Villa Costanza e da alcuni istituti scolastici, è al centro di un progetto di riqualificazione da due milioni e mezzo di euro finanziato dalla Regione per realizzare il parco urbano della biodiversità; da tempo, tuttavia, i cittadini ne denunciano il progressivo abbandono e la frequentazione di soggetti ai margini, un contesto di emarginazione nel quale maturano episodi di microcriminalità e, come in questo caso, di violenza estrema. La sindaca Claudia Sereni, pur esprimendo fiducia nell’operato degli inquirenti, ha sottolineato lo sgomento per una tragedia che riporta l’attenzione sulla necessità di restituire decoro e sicurezza a quegli spazi. Le indagini dei carabinieri, dirette dalla procura di Firenze, proseguono ora per acquisire ulteriori riscontri e delineare in modo definitivo la posizione del fermato, mentre si attendono i risultati degli accertamenti scientifici e l’interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni.

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