La donna decapitata a Scandicci si chiamava Silke Sauer, fermato un uomo che frequentava la 44enne tedesca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è bastata la notte tra mercoledì e giovedì agli investigatori del reparto operativo di Firenze per stringere il cerchio attorno all’assassino di Silke Sauer, la cittadina tedesca di 44 anni senza fissa dimora trovata senza vita e decapitata nell’area dismessa dell’ex Cnr a Scandicci, e infatti il provvedimento restrittivo è stato formalizzato solo nelle ore successive, quando il quadro indiziario si è fatto talmente solido da reggere la prova del vaglio giudiziale. I carabinieri, coordinati dalla procura, hanno fermato un uomo di origine nordafricana, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto all’obbligo di firma proprio presso la caserma di Scandicci, che negli ultimi tempi frequentava abitualmente la vittima; un elemento, quest’ultimo, emerso nel corso degli accertamenti e che ha contribuito a delineare il contesto relazionale nel quale maturato il delitto, consumato per un movente ancora in via di definizione ma che gli inquirenti, sulla base dei primi elementi raccolti, ipotizzano riconducibile a una lite scoppiata per motivi banali, forse futili, come a volte accade in contesti di forte degrado e marginalità.

Le tracce che hanno incastrato il presunto killer: telecamere e una felpa intrisa di sangue

A determinare il fermo, convalidato nelle prossime ore dal giudice per le indagini preliminari, non è stato un singolo elemento ma il convergere di diversi riscontri oggettivi, a partire dalle immagini di videosorveglianza che ritraggono l’indagato nei pressi del casolare in disuso di proprietà del Comune, quel luogo simbolo di un abbandono che da tempo caratterizza l’area verde dove sorgerà il futuro parco urbano della biodiversità, e dove mercoledì mattina un clochard ha fatto la macabra scoperta. Le telecamere, posizionate nelle vicinanze e non direttamente sul luogo del ritrovamento – quest’ultimo privo di occhi elettronici e scarsamente illuminato – hanno comunque restituito un passaggio compatibile con la finestra temporale nella quale sarebbe avvenuto l’omicidio, ma ciò che ha ulteriormente aggravato la posizione del fermato è stato il ritrovamento di una felpa, un indumento che lui era solito indossare quando si presentava in caserma per adempiere all’obbligo di firma, ed è stata rinvenuta dagli uomini della scientifica nei pressi del senza vita della 44enne, sporca di sangue, quasi a suggerire una fuga talmente precipitosa da non consentire neppure di disfarsi in modo più accorto delle prove.

Il giorno prima del delitto: la lite con un passante, il cane e il trattamento sanitario obbligatorio

La dinamica degli eventi, così come emerge dalle prime ricostruzioni investigative, si arricchisce di un particolare che getta luce sullo stato d’animo e sulle condizioni dell’uomo nelle ore immediatamente antecedenti l’omicidio: martedì 17 febbraio, infatti, lui aveva infastidito un passante aizzandogli contro un cane, che poi si è scoperto essere lo stesso animale ritrovato dai carabinieri accanto al di Silke Sauer mentre la vegliava, impedendo per oltre un’ora ai soccorritori di avvicinarsi fino all’intervento degli accalappiacani. Un comportamento aggressivo che era costato all’uomo un trattamento sanitario obbligatorio, disposto dai sanitari intervenuti sul posto, a testimonianza di un quadro di fragilità e di potenziale pericolosità che purtroppo non ha impedito che, poche ore dopo, si consumasse la tragedia; gli inquirenti, che hanno disposto l’autopsia sul corpo della vittima, non escludono che l’arma del delitto possa essere un machete, poi rinvenuto nei dintorni e sottoposto agli esami della scientifica, così come non escludono che la decapitazione possa essere avvenuta in un momento successivo rispetto all’uccisione, anche se saranno i rilievi medico-legali a chiarire la sequenza degli eventi.

Un delitto in un’area degradata e la paura che riaffiora nella memoria collettiva

Il luogo dove è stato commesso l’omicidio, quell’ex area Cnr ai piedi di un casolare con porte e finestre murate per impedire occupazioni abusive, rappresenta purtroppo una ferita aperta nel tessuto urbano di Scandicci, una zona di confine dove il degrado si mescola alla quotidianità di studenti e famiglie che frequentano il limitrofo istituto Russel Newton, e dove proprio nei giorni scorsi erano state segnalate persone disturbate e cani aggressivi, come ha raccontato qualche residente. La procura, nella persona del pubblico ministero Alessandra Falcone che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio, e il fermo eseguito rappresenta il primo passo verso la ricostruzione di una verità che dovrà accertare non solo la responsabilità dell’indagato – piantonato in ospedale in attesa dell’udienza di convalida – ma anche le esatte modalità con le quali si è consumato l’omicidio di Silke Sauer, una donna di 44 anni la cui vita si era arenata nelle pieghe della società, finita in un’area che il Comune spera di riqualificare con un finanziamento regionale da due milioni e mezzo di euro, ma che per ora resta teatro di una vicenda drammatica.

Description: Svolta a Scandicci per l'omicidio di Silke Sauer, 44enne tedesca trovata decapitata. Fermato un uomo che la frequentava. decisive le immagini e una felpa insanguinata.

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