Crisi idrica ad Agrigento: scontro tra sindaco e Protezione Civile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La crisi idrica ad Agrigento si aggrava, con la città che combatte una vera e propria "guerra dell'acqua". Il 14 agosto, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, ha convocato i sindaci della provincia per discutere della situazione. Durante l'incontro, è scoppiato uno scontro tra il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, e il capo della Protezione Civile, Salvo Cocina.

Debolezza dei vertici dell'AICA

La Consulta dell'AICA ha evidenziato l'estrema debolezza dei vertici dell'azienda, nominati dai sindaci e da essi sostanzialmente condizionati. Questa situazione ha contribuito a peggiorare la crisi idrica, rendendo difficile trovare soluzioni efficaci.

Ordinanza per la seconda irrigazione

Una boccata d'ossigeno è arrivata per le campagne riberesi con la firma di un'ordinanza che autorizza la seconda irrigazione. Il documento, firmato dal Dirigente Generale e Commissario per l'emergenza idrica in agricoltura, Dario Cartabellotta, prevede l'utilizzo di poco più di un milione di metri cubi d'acqua. Questa misura servirà per effettuare l'irrigazione di soccorso agli aranceti del comprensorio riberese, garantendo la loro sopravvivenza durante il lungo periodo di siccità.

Aumento dei prezzi delle autobotti

La siccità in Sicilia non si placa e i prezzi delle autobotti che trasportano l'acqua sono raddoppiati. Gli agricoltori e gli albergatori protestano contro quella che definiscono una speculazione. Il costo di un carico d'acqua è passato da 100 a 180 euro, mettendo ulteriormente in difficoltà le attività locali.

Scenario rosso per l'agricoltura siciliana

Per i campi siciliani, lo scenario è critico. La siccità e il caldo soffocano l'isola, mettendo a rischio la sopravvivenza delle piante. I rubinetti di soccorso sono stati riaperti per gli aranceti e i pescheti di Ribera e Bivona, ma l'obiettivo principale è evitare la morte degli alberi. La produzione agricola siciliana è stimata in calo tra il 75% e l'80%, una situazione confermata dalle relazioni tecniche inviate al governo nazionale e a Bruxelles.

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