Legge di bilancio, per il calcio un assist sulle plusvalenze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un intervento normativo, inserito nella Legge di Bilancio approvata dal Parlamento, promette di ridisegnare le strategie finanziarie dei club di calcio professionistici, i quali, a partire già da questo mese di gennaio, possono contare su una regolamentazione più favorevole nella gestione dei guadagni derivanti dalle cessioni dei giocatori. La misura, che emerge dal comma 42 dell'articolo 1, costituisce una significativa deroga al generale inasprimento della tassazione IRES sulle plusvalenze da beni strumentali previsto per il futuro, il quale, come si evince dal testo normativo, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, eliminerà la possibilità di rateizzazione per la gran parte delle operazioni, tassando integralmente i proventi nell'esercizio in cui vengono realizzati.

Il quadro normativo in evoluzione

Contrariamente a quanto accadrà per le altre categorie di imprese, le società sportive professionistiche potranno continuare a beneficiare dell'opzione per la spalmatura in più anni delle plusvalenze generate dalla cessione dei cosiddetti "diritti agli atleti", un'espressione tecnica che, nell'ambiente del calcio, identifica essenzialmente i proventi del calciomercato. Questa eccezione, che gli esperti del settore già definiscono un vero e proprio "assist fiscale", permetterà ai club di diluire l'impatto economico di una vendita importante su un arco temporale di cinque anni, garantendo così una maggiore stabilità di bilancio e una pianificazione più agevole delle risorse, alcune delle quali potranno essere reinvestite immediatamente nel rafforzamento della rosa senza l'aggravio di una tassazione immediata e totale.

Impatto immediato sul mercato e sui bilanci

La validità della norma a partire dal primo gennaio 2024, infatti, rende le operazioni di questo mercato di riparazione invernale le prime a poter sfruttare il nuovo meccanismo, offrendo un margine di manovra inatteso a quelle società che, per esigenze di cassa o per rispettare i parametri di sostenibilità, si troveranno a concretizzare importanti plusvalenze. Se da un lato l'inasprimento generale della disciplina è dettato da esigenze di gettito e di semplificazione del sistema, la scelta di preservare uno strumento così vantaggioso per il mondo del calcio professionistico sottolinea il riconoscimento della peculiarità del suo modello economico, dove il valore dei beni strumentali – i calciatori – è altamente volatile e dove le entrate da cessione rappresentano spesso una voce determinante per la sopravvivenza stessa dei club, alcuni dei quali, come dimostrano le cronache giudiziarie di questi anni, hanno vissuto fasi di grave crisi proprio a causa di una gestione finanziaria al limite della sostenibilità.

Una boccata d'ossigeno per la pianificazione

L'opportunità di spalmare il ricavo su un quinquennio, evitando il picco impositivo che si avrebbe con la tassazione integrale nell'anno della vendita, consente dunque una gestione più ordinata e prevedibile delle risorse finanziarie, le quali, per una parte, potranno essere destinate anche al potenziamento del settore giovanile, altro ambito verso cui la legge destina specifici incentivi. Si tratta, in definitiva, di una disposizione che interviene in un contesto complesso, dove le esigenze di competitivezza internazionale si scontrano spesso con i vincoli dei bilanci, e che mira a fornire uno strumento in più per una gestione più solida e di lungo periodo, mentre l'orizzonte normativo complessivo, per tutti gli altri settori, si avvia verso un regime ben più rigido e immediato.

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