Fedez e la "festa dello stocco": le polemiche, il cachet e la replica senza filtri

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   "Prima di venire qui, i giornalisti hanno preso in giro il fatto che io venissi alla festa dello stocco, come se fosse un disvalore, una cosa brutta". Con queste parole, dal palco di Cittanova, Fedez ha risposto alle critiche sollevate dalla sua partecipazione alla kermesse calabrese dedicata al pesce essiccato. Un evento che, negli anni, ha ospitato nomi come Tiziano Ferro e Cesare Cremonini, ma che quest’estate è finito sotto i riflettori per le presunte cifre del compenso e per i legami del rapper con figure implicate in inchieste giudiziarie.

La manifestazione, organizzata dall’imprenditore Francesco D’Agostino – noto come "Ciccio" –, affonda le radici in una tradizione locale che ha trasformato Cittanova, comune di diecimila abitanti in provincia di Reggio Calabria, in un punto di riferimento per gli amanti dello stoccafisso. "Ciccio, ci porti lo stocco che fate a Cittanova?", chiedevano i clienti a D’Agostino, che prima di dedicarsi all’azienda di famiglia lavorava come rappresentante di gelati. Oggi, quella domanda è diventata un evento capace di richiamare artisti di fama nazionale, seppure tra polemiche e smentite.

A far discutere, oltre alla location, è stato il compenso attribuito a Fedez: secondo alcune indiscrezioni, il rapper avrebbe incassato tra i 70 e i 100mila euro, più vitto e alloggio per sé e la sua crew, con richieste specifiche come vini bianchi senza solfiti e prodotti bio. Una cifra che, se confrontata con i 4.400 euro stanziati l’anno precedente per i Nomadi, ha alimentato il dibattito. A finanziare l’operazione, però, non è stato il Comune ma l’azienda Stocco & Stocco, come riportato nei bilanci pubblici.

Le polemiche non si sono fermate al cachet. Fedez, infatti, è tornato al centro dell’attenzione per i suoi legami con Luca Lucci, ultras del Milan oggi coinvolto nell’inchiesta Doppia Curva. Sebbene il rapper non sia indagato, alcune intercettazioni lo vedono discutere con Lucci di progetti comuni, dalla distribuzione di bevande allo stadio all’apertura di un negozio di tatuaggi. Un passato che, inevitabilmente, ha riacceso i riflettori sulla sua figura.

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