Nuovi raid israeliani su Gaza, almeno 31 vittime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riconferma la sua posizione alla guida della nazione, il conflitto nella Striscia di Gaza prosegue senza tregua, registrando un nuovo, drammatico bilancio di almeno 31 palestinesi uccisi negli ultimi attacchi condotti dalle forze israeliane. Le operazioni militari, concentrate in particolare nella zona di Gaza City, si sono protratte per tutta la notte, tanto che i residenti ne hanno descritto il corso definendola un’esperienza “infernale”, segnata da raid aerei e bombardamenti incessanti che non hanno concesso requie fino al mattino.

Le fonti mediche locali, alle quali si deve la conta delle vittime, hanno riferito che tra i morti vi sono anche tre civili in attesa di ricevere aiuti alimentari a Khan Younis, città meridionale che ospita un vasto campo profughi. Parallelamente, un altro episodio ha funestato la cosiddetta area sicura di al-Mawasi, dove un attacco ha causato la morte di almeno dieci persone, sette delle quali bambini, colpiti mentre erano in fila per rifornirsi di acqua potabile.

Proprio ad al-Mawasi l’esercito israeliano aveva precedentemente esortato gli abitanti di Gaza City a trasferirsi, assicurando – in un piano di sfollamento forzato che coinvolgerebbe circa un milione di persone – migliori condizioni di sicurezza e un più agevole accesso agli aiuti umanitari. Tuttavia, la promessa di un rifugio si è rivelata infondata, come dimostra il tragico evento, alimentando ancor di più la resistenza di chi, nonostante tutto, rifiuta di abbandonare la propria casa.

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