Gaza, nuovi attacchi israeliani su civili in cerca di cibo: almeno 34 morti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la tensione tra Israele e Iran raggiunge livelli critici, con Teheran che nella notte ha denunciato il bombardamento di decine di obiettivi sul suo territorio, la Striscia di Gaza continua a essere teatro di una crisi umanitaria sempre più insostenibile. Quella che ormai è una guerra senza tregua, sostenuta politicamente e militarmente dagli Stati Uniti – dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca – e da diversi alleati europei e arabi, ha visto oggi un nuovo capitolo di violenza. Almeno 34 palestinesi sono stati uccisi in due distinti attacchi delle forze israeliane contro gruppi di civili in fila per ricevere aiuti alimentari.

I fatti, riportati da Al-Jazeera e confermati da fonti mediche locali, si sono verificati nella zona centrale di Gaza, vicino all’asse Netzarim. Testimoni e soccorritori hanno descritto scene di panico dopo che i militari hanno aperto il fuoco su uomini, donne e bambini che attendevano il proprio turno per ritirare generi di prima necessità. Tra le vittime, molte delle quali sono state identificate solo ore dopo, ci sarebbero anche minori e anziani.

Quello di oggi non è un episodio isolato. Da settimane, le famiglie di Gaza vivono nell’incertezza ogni volta che un proprio caro esce di casa per cercare cibo o medicine. Quando il tempo di attesa si prolunga oltre ogni ragionevole limite, il sospetto si trasforma in certezza: qualcosa di irreparabile è accaduto. Spesso, sono gli stessi parenti a ritrovare i corpi dei loro cari, abbandonati tra le macerie o lungo le strade, dopo che i soccorsi ufficiali non riescono a intervenire tempestivamente a causa dei continui bombardamenti.

L’offensiva israeliana, che prosegue ormai da 623 giorni, ha assunto connotati sempre più brutali dopo la fine unilaterale dell’ultimo cessate il fuoco. Oltre ai raid aerei, che colpiscono indistintamente abitazioni e rifugi temporanei, l’esercito ha intensificato gli attacchi di artiglieria contro aree densamente popolate, dove migliaia di sfollati cercano riparo. La fame, ormai endemica, ha ridotto alla disperazione intere famiglie, costrette a rischiare la vita pur di mettere insieme un pasto.

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