Gaza, attacchi israeliani nonostante la tregua: nuove vittime e raid su un corteo funebre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'offensiva militare di Israele nella Striscia di Gaza prosegue senza sosta, nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore dallo scorso ottobre, e negli ultimi giorni si sono registrati nuovi bombardamenti che hanno causato decine di vittime tra i palestinesi, tra cui numerosi bambini. Sabato, gli attacchi aerei israeliani su Gaza City hanno provocato la morte di almeno undici persone, come confermato dalle autorità sanitarie locali, in un crescendo di violenze che sta mettendo a dura prova la già fragile tregua siglata dopo oltre due anni di guerra.

La deflagrazione che ha colpito un appartamento residenziale nel quartiere di Nasr, in particolare, ha ucciso cinque membri della stessa famiglia, compresi tre minori di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, secondo quanto dichiarato da Mohammed Abu Selmiya, il direttore dell'ospedale Shifa dove sono state trasportate le salme.

Scene di devastazione e lutto si sono consumate anche nel centro della Striscia, dove un edificio di quattro piani è stato raso al suolo a Deir al-Balah, nella serata di sabato, dopo che gli occupanti avevano ricevuto un ordine di evacuazione tramite una telefonata, come riferito dai residenti.

Bombe su un corteo funebre e l'orrore a Nuseirat

A rendere ancora più drammatico il quadro degli eventi, un attacco mirato ha colpito un corteo funebre nel campo profughi di Nuseirat, trasformando una cerimonia di lutto in un nuovo scenario di morte. Secondo le ricostruzioni fornite da testimoni e fonti ospedaliere, un drone israeliano ha sganciato ordigni sulla folla riunita davanti alla moschea Ahmed Yassin, nel mercato di Al Balata, mentre i partecipanti attendevano l'inizio della processione funebre per un palestinese ucciso poche ore prima dalle stesse forze israeliane.

L'attacco ha provocato almeno otto vittime e una ventina di feriti, tutti trasportati d'urgenza all'ospedale Al-Awda di Nuseirat. L'Ufficio Stampa del governo di Gaza, nel commentare l'accaduto, ha parlato di una "escalation criminale sistematica" contro civili disarmati, sottolineando come i bombardamenti si siano estesi a luoghi dove la popolazione cerca rifugio o si riunisce per momenti di condivisione, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario.

Violazioni della tregua e bilancio delle vittime

I raid degli ultimi giorni si inseriscono in un contesto di continue violazioni dell'accordo di cessate il fuoco, entrato in vigore il 10 ottobre 2025, che avrebbe dovuto porre fine alle ostilità dopo il conflitto scoppiato il 7 ottobre 2023. Le fonti mediche palestinesi denunciano che, nonostante la tregua, i morti causati da attacchi israeliani hanno superato ormai quota 1.127, mentre i feriti sono oltre 3.600, senza contare le distruzioni massicce che hanno danneggiato o raso al suolo circa il 90% delle infrastrutture civili dell'enclave.

I raid di sabato hanno preso di mira anche il quartiere di Zeitoun, a est di Gaza City, dove l'artiglieria e gli attacchi aerei hanno colpito gruppi di civili e un appartamento, portando il numero complessivo delle vittime della sola giornata a undici, come confermato dalla difesa civile locale.

Le operazioni israeliane si sono estese anche all'area di Deir al-Balah, dove i carri armati hanno avanzato la cosiddetta "linea gialla", un confine di sicurezza imposto da Israele, ampliando di fatto la zona sotto il proprio controllo a est della città e costringendo decine di famiglie a fuggire dalle proprie tende e abitazioni.

Il contesto regionale e la visita del presidente libanese a Washington

Mentre la Striscia di Gaza continua a essere teatro di sanguinosi attacchi, il fronte libanese resta un altro punto caldo del conflitto regionale. In questo quadro di tensione, il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington, nel tentativo di portare una calma duratura in un paese devastato dalla guerra e dalla crisi economica.

La visita di quattro giorni nella capitale americana, la prima per un capo di Stato libanese in quasi vent'anni, mira a discutere il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano e a fare pressioni per il disarmo di Hezbollah, il gruppo armato sostenuto dall'Iran. Nonostante un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti firmato lo scorso giugno, Israele continua a condurre attacchi in territorio libanese, con un bilancio che ha già superato le 4.300 vittime e 12.000 feriti da marzo, come riferito dal ministero della Salute libanese.

La riunione tra Aoun e Trump si è svolta mentre i colloqui diretti tra Libano e Israele, mediati da Washington, proseguono con l'obiettivo di consolidare il cessate il fuoco e prevenire un'ulteriore escalation, in un contesto in cui le violenze dei coloni e la distruzione delle infrastrutture proseguono impunemente in Cisgiordania e nella Striscia.

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