Gaza, l’accordo per la tregua attende il via libera di Hamas mentre i raid continuano
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Redazione Esteri
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La possibilità di una tregua di 60 giorni nella Striscia di Gaza rimane incerta, nonostante i segnali di apertura da parte di Hamas, che nelle ultime ore avrebbe inviato una risposta positiva al Qatar riguardo alla proposta di cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi. Sebbene manchi ancora una conferma ufficiale, fonti vicine all’organizzazione hanno fatto trapelare un cauto ottimismo, mentre la diplomazia internazionale – con la Turchia in prima linea – moltiplica gli sforzi per trovare un’intesa.
Proprio ad Ankara, nella serata di ieri, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha incontrato una delegazione di Hamas in un colloquio riservato, definito "decisivo" per spingere l’organizzazione verso l’approvazione dell’accordo. Intanto, sul terreno, la guerra prosegue senza sosta: secondo fonti palestinesi, almeno 94 persone sarebbero state uccise negli ultimi scontri, inclusi civili colpiti durante un raid su una scuola adibita a rifugio e altri massacrati mentre attendevano in fila per ricevere aiuti alimentari.
Le condizioni umanitarie, già disperate, peggiorano giorno dopo giorno. L’afa torrida e la carenza d’acqua potabile – denunciata dall’Associated Press – hanno innescato un "effetto domino" che aggrava ulteriormente la crisi per i due milioni di residenti, stretti tra bombardamenti e fame. Nonostante ciò, le trattative sembrano aver compiuto passi avanti, anche se Netanyahu, sotto pressione per le proteste interne, mantiene un tono prudente.




