Tregua ritardata a Gaza, Hamas non rispetta l'accordo
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Redazione Esteri
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L'entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, inizialmente prevista per oggi alle 8:30 ora locale (le 7:30 in Italia), è stata ritardata poiché Hamas non ha ancora presentato l'elenco degli ostaggi da rilasciare durante la giornata, come richiesto da Israele. Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, ha dichiarato che il cessate il fuoco non inizierà finché Israele non riceverà i nomi dei tre ostaggi che devono essere rilasciati oggi.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari, ha confermato che Hamas non ha fornito la lista degli ostaggi da liberare, come previsto dall’accordo di cessate il fuoco. Di conseguenza, l'esercito israeliano continuerà a colpire Gaza. Hagari ha sottolineato che, contrariamente a quanto previsto dall’accordo, Hamas non ha rispettato i suoi impegni e non ha fornito a Israele i nomi degli ostaggi.
La giornalista di Al-Monitor, Rina Bassist, ha ammonito che non bisogna dare troppe cose per scontate in questa tregua tra Israele e Hamas. La prima incertezza riguarda la tenuta dei patti: alle condizioni attuali, per Netanyahu sarà molto difficile realizzare la seconda fase dell’accordo, quella del cessate il fuoco vero e proprio. Inoltre, la destra israeliana sembra voler continuare il conflitto, rendendo ancora più complessa la situazione.
La tregua a Gaza è stata ritardata a causa del mancato rispetto degli accordi da parte di Hamas, e l'esercito israeliano continuerà le operazioni militari fino a quando non verranno rispettati gli impegni presi.




