Uccide un gatto e lo cucina nel parco pubblico di Sarzana, bloccato dai carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stato molto da indovinare, per i passanti che nel pomeriggio di ieri hanno incrociato lo sguardo tra le panchine e gli alberi del parco di Crociata, a Sarzana: un uomo, intento ad armeggiare attorno a una sorta di barbecue di fortuna, aveva già sistemato la preda sulla griglia improvvisata, e il fumo che si levava nell’aria – mischiandosi all’odore della vegetazione umida della zona – non proveniva da una comune grigliata domenicale. Quel che i testimoni hanno capito, con un misto di incredulità e ribrezzo, era che l’uomo aveva appena ucciso un gatto e stava provando a cucinarlo. La chiamata ai carabinieri è stata immediata, e l’intervento della pattuglia ha bloccato sul posto il responsabile, un cittadino originario della Nigeria, poi denunciato.

Il parco intitolato al partigiano Flavio Bertone, già segnato da degrado e spaccio

L’episodio, che ha riacceso l’attenzione su una delle aree verdi più problematiche della cittadina ligure, si è consumato nel quartiere di Crociata, all’interno del parco dedicato al comandante partigiano Flavio “Walter” Bertone. Non è un luogo qualunque: da tempo, questa zona – lo ricordano i residenti senza troppi giri di parole – è funestata da problemi legati allo spaccio di stupefacenti e a un degrado che le istituzioni faticano a contenere. La presenza dell’uomo, un trentenne nigeriano, non ha quindi sorpreso più di tanto chi abita nei dintorni, ma la natura del gesto, quella sì, ha spinto molti a oltrepassare la consueta rassegnazione per alzare il telefono e chiamare i militari.

La dinamica dell’accaduto: uccisione, fuoco e il tentativo di consumare la carne

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe ucciso l’animale – un gatto randagio, a quanto pare – e poi lo avrebbe messo direttamente sulla brace, usando legna e carta per alimentare il fuoco. Alcuni di quelli che hanno assistito alla scena, pur da lontano, hanno riferito che il nigeriano sembrava tranquillo, quasi meccanico, mentre voltava il dell’animale sulla fiamma. Nessun tentativo di nascondersi, nessuna fretta: come se quell’azione, per lui, rientrasse in una normalità che per chi guardava era invece mostruosa. I carabinieri, una volta arrivati, hanno spento il fuoco, sequestrato i resti e identificato l’uomo, che non ha offerto resistenza. Per lui è scattata una denuncia per uccisione di animale e – secondo quanto si apprende – per atti contrari alla pubblica decenza, anche se gli accertamenti dovranno chiarire l’esatta qualificazione giuridica del fatto.

La reazione dell’amministrazione: l’assessore Torri parla di “atto atroce”

A prendere per primo la parola, tra gli amministratori locali, è stato l’assessore alla Sicurezza Stefano Torri, che su Facebook ha definito l’accaduto «un atto atroce che non può e non deve trovare spazio in una società civile». Torri – le cui parole sono state riprese da alcuni quotidiani locali – ha aggiunto che episodi del genere «colpiscono nel profondo il senso di sicurezza e rispetto che una comunità dovrebbe difendere», senza però annunciare provvedimenti specifici. La denuncia dell’uomo, già formalizzata dai carabinieri, seguirà ora il suo corso: nessuna misura restrittiva è stata adottata in via cautelare, e il nigeriano è stato lasciato libero in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari. La procura della Spezia, che ha aperto un fascicolo, dovrà valutare se l’intenzione di nutrirsi dell’animale configuri anche aggravanti legate alla modalità cruenta o al luogo pubblico in cui l’intera scena è avvenuta.

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