Omicidio Palermo, Cusumano doveva già essere in carcere
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Redazione Interno
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L’omicidio Palermo che ha portato all’arresto di Francesco Cusumano presenta un nuovo elemento: il 38enne accusato di avere ucciso il coinquilino Francesco Spataro avrebbe dovuto trovarsi già in carcere. Secondo quanto emerso, sull’uomo pendeva infatti da febbraio scorso un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Messina per una condanna definitiva a 3 anni e 10 mesi. Cusumano è stato arrestato a Palermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato per la morte di Spataro, avvenuta all’interno di un appartamento in via Sampolo.
La condanna precedente e l’ordine di carcerazione
La precedente condanna nei confronti di Francesco Cusumano riguarda un episodio avvenuto nel 2023 davanti al tribunale di Messina. Dopo essere stato bocciato all’esame di abilitazione forense, il 38enne avrebbe aggredito l’avvocato Antonio Lanfranchi, componente della commissione che aveva valutato la sua prova. Per quell’aggressione era arrivata una condanna a 3 anni e 10 mesi di carcere per lesioni aggravate, con un ordine di carcerazione emesso nei mesi successivi.
Secondo quanto ricostruito, Cusumano, originario di Milazzo, dopo quella vicenda avrebbe fatto perdere le proprie tracce per circa un anno. L’uomo, che ora si trova al centro dell’indagine per l’omicidio di Francesco Spataro, era quindi destinatario di un provvedimento che prevedeva l’ingresso in carcere per la precedente condanna. La nuova accusa riguarda invece la morte del coinquilino, trovato senza vita dopo un’aggressione avvenuta nell’abitazione condivisa.
L’omicidio in via Sampolo e le urla dei vicini
L’omicidio di Francesco Spataro è avvenuto domenica mattina in via Sampolo, in un palazzo descritto dai residenti come un luogo tranquillo. Una condomina del sesto piano ha raccontato di avere sentito le urla provenire dal secondo piano dell’edificio: «Gridava aiuto, aiuto, aiuto. Erano urla di dolore». La donna ha spiegato di essere rimasta scossa dopo avere riconosciuto i lamenti della vittima.
Secondo il racconto della residente, l’allarme sarebbe scattato poco prima di mezzogiorno. La vicina di pianerottolo sarebbe scesa immediatamente per capire cosa stesse accadendo, mentre nell’edificio si diffondeva la paura per quanto stava avvenendo all’interno dell’appartamento. L’intervento successivo ha portato alla scoperta dell’aggressione ai danni di Spataro e all’avvio delle indagini che hanno condotto all’arresto di Cusumano.
L’accusa per la morte del coinquilino
Francesco Cusumano è accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Francesco Spataro, ucciso con un coltello nell’abitazione di via Sampolo a Palermo. L’arresto del 38enne è arrivato dopo gli accertamenti sulla vicenda e si è aggiunto alla precedente condanna che, secondo quanto emerso, avrebbe dovuto già portarlo in carcere.
La vicenda riunisce quindi due episodi distinti: la condanna per lesioni aggravate legata all’aggressione del 2023 e l’accusa per l’omicidio del coinquilino. Gli elementi emersi finora riguardano il provvedimento di carcerazione già disposto e la ricostruzione dell’aggressione avvenuta nell’appartamento di via Sampolo, dove Francesco Spataro ha perso la vita.




