Verso il conclave per eleggere il nuovo Papa, Parolin rilancia l'eredità di Francesco
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Redazione Interno
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Mentre i cardinali si preparano a riunirsi nella quinta congregazione generale per definire la data del conclave, che secondo l’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis dovrà svolgersi tra il 15° e il 20° giorno dalla morte del Pontefice – dunque tra il 5 e il 10 maggio, o tra il 6 e l’11 se si considera il giorno successivo al decesso –, il segretario di Stato Pietro Parolin ha scelto la messa in suffragio di Francesco per ribadire i temi centrali del suo magistero.
«Non può esserci pace senza imparare a perdonarsi», ha detto Parolin durante l’omelia del secondo giorno dei Novendiali, celebrata nella cornice del Giubileo degli adolescenti, che ha portato a Roma oltre 200 mila giovani. Un discorso che, in un momento di tensioni e polemiche – dall’ipotesi dei cardinali "sovrannumerari" alle ombre del caso Becciu –, suona come un manifesto programmatico. Quasi una candidatura ideale a raccogliere l’eredità di Bergoglio, il cui pontificato è stato segnato dall’«ansia di annunciare la misericordia», come ha sottolineato il porporato.
Intanto, mentre la Curia affronta i dettagli organizzativi per l’elezione del successore, i fedeli continuano a rendere omaggio a Francesco: prima davanti alle sue spoglie in San Pietro, poi nella messa esequiale di sabato, e infine con pellegrinaggi alla tomba nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove rose e preghiere si accumulano giorno dopo giorno. Una devozione che non accenna a placarsi, specchio di un pontificato che ha lasciato un segno profondo, e che ora i cardinali sono chiamati a interpretare nella scelta del nuovo Papa.




