Von der Leyen avverte: “Prepararsi alla guerra se si vuole evitarla”
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Redazione Esteri
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BRUXELLES – “Se l’Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra”. Con queste parole, pronunciate nel giorno in cui Donald Trump e Vladimir Putin si sono parlati al telefono, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato il piano “Rearm Europe”. Un messaggio che, lungi dall’essere una semplice provocazione, rappresenta una risposta diretta al dialogo tra Washington e Mosca, e un segnale chiaro sia alla Casa Bianca che al Cremlino.
Il contesto in cui si inserisce questa dichiarazione è quello di un’Europa che, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, guarda con crescente apprensione alle mosse di Putin. L’Ue, pur mantenendo un atteggiamento cauto, non nasconde i propri timori: l’aggressione all’Ucraina è vista come il primo passo di una politica espansionistica che potrebbe presto coinvolgere altri Paesi. Von der Leyen, nel suo intervento alla Royal Danish Military Academy, ha sottolineato senza mezzi termini che “l’era della pace in Europa è finita”, esortando i 27 Stati membri a rafforzare le proprie difese.
Il piano “Rearm Europe”, approvato dalla Commissione europea, delinea sette priorità industriali per potenziare le capacità di difesa e sicurezza del continente. L’obiettivo è convogliare risorse verso l’industria militare, pur lasciando agli Stati membri la responsabilità diretta dei propri eserciti. Tra le misure previste, c’è anche una proposta per agevolare l’uso dei fondi di coesione, che sarà presentata la prossima settimana.
La strategia di von der Leyen non si limita a un semplice riarmo, ma punta a creare un sistema di difesa integrato e coordinato, in grado di rispondere alle minacce esterne con maggiore efficacia. L’idea è quella di raggiungere entro il 2030 un livello di preparazione che possa dissuadere eventuali aggressioni, evitando così di dover ricorrere a conflitti armati.
Tuttavia, il clima di diffidenza verso Mosca e la cautela nei confronti di Washington – con Trump che continua a giocare un ruolo ambiguo nelle trattative – rendono il percorso dell’Ue particolarmente complesso. L’Europa, pur non volendo essere esclusa dal tavolo delle trattative, non si fida completamente delle intenzioni di Putin, né delle promesse statunitensi.
In questo scenario, il discorso di von der Leyen assume un significato ancora più profondo: non è solo un invito al riarmo, ma un monito a non sottovalutare i rischi di un’escalation che potrebbe coinvolgere l’intero continente. La presidente della Commissione ha scelto di non usare giri di parole, consapevole che, in un momento così delicato, ogni esitazione potrebbe rivelarsi fatale.




