Pfizergate, la Corte Ue condanna von der Leyen per opacità sui vaccini
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Redazione Esteri
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La Corte di giustizia dell’Unione europea ha inflitto un duro colpo alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, annullando la decisione di non rendere pubblici gli sms scambiati con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, durante le trattative per l’acquisto dei vaccini anti-Covid. Un maxi-contratto da 35 miliardi di euro, la cui gestione è stata più volte criticata per l’assenza di trasparenza.
Secondo i giudici, Bruxelles non ha fornito «giustificazioni sufficienti» per negare l’accesso ai messaggi, richiesto dal New York Times nel 2022. La Commissione aveva sostenuto di non essere più in possesso dei testi, argomentazione ritenuta inaccettabile. «L’istituzione non ha adempiuto agli obblighi di motivazione», si legge nella sentenza, che ora potrebbe costringere von der Leyen a consegnare le comunicazioni, a meno di un eventuale ricorso.
Il caso, ribattezzato Pfizergate, risale al periodo più critico della pandemia, quando l’Ue siglò accordi miliardari con le case farmaceutiche senza rendere noti i dettagli delle trattative. Le critiche, già allora, si concentravano sull’eccessiva segretezza del processo decisionale, accusato di aver favorito un negoziato centralizzato e poco controllabile.
La sentenza, emessa il 14 maggio, non solo smonta le resistenze dell’esecutivo comunitario, ma riapre il dibattito sull’opacità che avvolse l’intera gestione delle forniture. Se i messaggi verranno resi pubblici, potrebbero emergere nuovi elementi su come vennero spesi i fondi europei e su quali garanzie furono offerte a Pfizer.
Finora, von der Leyen ha sempre evitato di chiarire il contenuto delle conversazioni con Bourla, limitandosi a definire «informali» i contatti. Ma la Corte Ue ha stabilito che, in assenza di prove sulla distruzione dei dati, la Commissione è tenuta a rispondere alle richieste di accesso. Un precedente che potrebbe influenzare anche altri casi di opacità nell’uso dei fondi pubblici durante l’emergenza.




