Von der Leyen: "Piano europeo per soldati a Kiev, con l'appoggio degli Stati Uniti"
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Redazione Esteri
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In un’intervista concessa al Financial Times, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che le capitali continentali stanno definendo «piani piuttosto precisi» per un eventuale dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina, garanzia di sicurezza fondamentale in un eventuale scenario post-bellico. L’annuncio, che segna un punto di svolta nel dibattito strategico europeo, è arrivato nel corso di una visita al confine tra Polonia e Bielorussia, dove von der Leyen ha definito il presidente russo Vladimir Putin un «predatore da fermare».
L’iniziativa, descritta dalla stessa von der Leyen come «molto sensibile», non sarebbe concepibile senza il pieno sostegno di Washington. La presidente ha infatti specificato che il piano si sviluppa «con il backstop degli Stati Uniti», sottolineando come gli impegni di sicurezza per Kiev, una volta cessate le ostilità, debbano essere solidamente ancorati a un accordo transatlantico. Questo aspetto, peraltro, assume una rilevanza particolare considerando la posizione dell’amministrazione Trump, il cui appoggio risulta indispensabile per la fattibilità dell’intera operazione.
Il contesto in cui si inserisce questa proposta è quello di un riarmo generale dell’Unione, la cui Commissione aveva già avanzato, lo scorso luglio, l’obiettivo di quintuplicare gli investimenti nella difesa comune e di decuplicare i fondi destinati alla mobilità militare. Si tratta di un cambio di passo epocale, dettato dalla necessità di dotare l’Europa di una capacità di dissuasione credibile e autonoma, seppur sempre in coordinamento con l’alleato americano.




