Università Mediterranea di Reggio Calabria terza tra i piccoli atenei statali nella classifica Censis
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Redazione Interno
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L’Università Mediterranea di Reggio Calabria conquista il terzo posto nella classifica Censis dedicata agli atenei statali con meno di 10 mila iscritti, migliorando di tre posizioni rispetto alla precedente edizione. Il riconoscimento arriva con la nuova analisi del Centro studi investimenti sociali sul sistema universitario italiano e premia il percorso di crescita dell’Ateneo guidato dal rettore Giuseppe Zimbalatti. Il risultato colloca l’università calabrese tra gli atenei statali più apprezzati nella propria categoria, secondo i criteri utilizzati dal Censis per valutare le diverse realtà accademiche.
La classifica Censis valuta strutture, servizi e opportunità per gli studenti
La classifica Censis delle università italiane viene elaborata ogni anno con l’obiettivo di offrire agli studenti uno strumento di orientamento nella scelta dell’ateneo. L’analisi prende in considerazione università statali e non statali, suddivise in categorie omogenee per dimensioni, così da permettere un confronto tra realtà con caratteristiche simili. Tra gli elementi valutati figurano le strutture disponibili, i servizi erogati, le borse di studio e gli altri interventi a favore degli studenti, oltre al livello di internazionalizzazione, alla comunicazione e ai servizi digitali.
Secondo il Censis, lo studio considera anche l’occupabilità, inserendo nella valutazione diversi aspetti legati alla capacità degli atenei di accompagnare gli studenti durante il percorso universitario. La posizione raggiunta dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria nella graduatoria degli atenei statali con meno di 10 mila iscritti deriva quindi dall’insieme degli indicatori utilizzati nella ricerca. Il passaggio al terzo posto rappresenta un miglioramento rispetto all’edizione precedente, nella quale l’ateneo occupava una posizione più bassa in classifica.
Il risultato dell’Università Mediterranea e il confronto nazionale tra atenei
La nuova classifica Censis 2026-2027 fotografa il posizionamento delle università italiane attraverso categorie basate sulle dimensioni degli iscritti. Tra gli altri risultati riportati nello studio emerge anche la posizione dell’Università degli Studi di Palermo, settima in Italia tra i mega atenei statali, cioè quelli con oltre 40 mila iscritti, con un punteggio complessivo di 84,3 punti. L’ateneo siciliano risulta inoltre il primo grande ateneo pubblico del Mezzogiorno per punteggio complessivo nella graduatoria indicata.
Nel confronto tra le università italiane citato nella classifica, l’Università degli Studi di Palermo supera atenei storici come Torino, Bari e Napoli Federico II. Il dato viene inserito nell’analisi del Censis insieme alle diverse categorie di università considerate nello studio, che comprendono strutture con dimensioni differenti e vengono valutate attraverso parametri specifici. La graduatoria permette così di osservare i risultati raggiunti dai vari atenei all’interno dei rispettivi gruppi di riferimento.
La crescita dell’ateneo reggino nella nuova graduatoria nazionale
Il terzo posto dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria tra i piccoli atenei statali arriva dopo un miglioramento di tre posizioni rispetto alla precedente edizione della classifica Censis. Il riconoscimento riguarda quindi un avanzamento nella graduatoria nazionale dedicata agli atenei con meno di 10 mila iscritti e si inserisce nel percorso di crescita dell’università. Il rettore Giuseppe Zimbalatti ha sottolineato il valore del traguardo raggiunto dall’Ateneo.
La pubblicazione della classifica Censis 2026-2027 riporta nuovamente al centro dell’attenzione la valutazione del sistema universitario italiano e il confronto tra istituzioni appartenenti a categorie diverse. I risultati diffusi dal Censis evidenziano le posizioni raggiunte dagli atenei sulla base degli indicatori considerati nello studio, offrendo un quadro delle performance universitarie secondo i parametri analizzati dall’istituto.




